mercoledì 14 luglio 2010

Primi feelings from the East coast....Cairns... e more south.

Eravamo preparati a trovare qualcosa di diverso, tutte le nostre aspettative erano riguardanti party a tutte le ore, posti un pò alla moda....la grande barriera corallina ed un sacco di divertimenti su cui lanciarsi. Stimo ancor viaggiando con i nostri amici tedeschi Kay e Katherina, i due francesi Antoine e Karim e un paio di ragazzi Martin e Charlotte a cui stiamo dando un passaggio da Darwin fino a Cairns. Abbiamo deciso di percorrere la Savannha way x raggiungere la prima città della nostra avventura sulla east coast....
L'atmosfera è un pò tesa, sono parecchi giorni che stiamo solamente guidando, il territorio attorno a noi è praticamente deserto, fatto di erba alta un metro color paglia. Kilometri e kilometri di nulla con ogni tanto un "paesino" costituito da una petrol station che spesso funge da post office, ufficio delle tasse, supermarket, e negozio di vari ed eventuali. Come ci siamo allontanati dalle coste del Western Australia e di Darwin, sfortunatamente anche le docce pubbliche sono calate drasticamente, ad eccezzione di qualche road house che le offre, tutti sentiamo sempre il costante bisogno di una bella insaponata. Ci rendiamo conto di com'è importante mantenere un sano equilibrio famigliare quando si viaggia in tanti e spesso ci stupiamo di come tutti cooperino x mantenerlo. Scambiamo i posti di guida, i letti, le nostre conoscenze, ci conosciamo meglio e leggiamo molto. Bill Bryson, Dan Brown, Neil Strauss e Fabio Volo diventano parte delle nostre giornate nell'outback insieme a panorami che putroppo ormai nn ci lasciano più a bocca aperta. Il viaggio sin qui è stato lungo e davvero stupendo, ma tutti noi quando ci guardiamo negli occhi abiamo come un pensiero unico che ci accomuna.
"Avremmo dovuto visitare prima la east coast invece di arrivare a Perth"
Arrivo in Queesland. David ha finalmente chiuso il loop, infatti raggiungendo Cairns può affermare di aver visto tutta Australia (sommando i tre mesi spesi sulla east coast, south coast e outback fatti nel 2008). Non accade tutti i giorni di vivere un sogno e di poter portare a termine un "progetto" tanto desiderato come questo. Si può affemare che per ricordare un grande momento bisogna fare qualcosa di grande. 3 ore di sano dolore e qualche centinaio di dollari e sotto pelle il ricordo di una magnifica esperienza.
"Ne approffitto per ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuto nella realizzazione di questo mio grande sogno e per ringraziare il mio travelmate, nonchè spalla, nonchè wavemate e assolutamente fratello Albert.
La Rain Forest ci accoglie sulle coste del Queensland, è stupenda e fittisima, il brutto tempo ci accompagna ormai da qlche giorno e rende tutto un pò più difficile....la nostra voglia di città è tanta che un un baleno veniamo risucchiati dal circuito divertimenti di Cairns. Pubs, clubs, girls, alchool....una corsa sul lungomare ed una passeggiata alla marina il giorno successivo e tutto il gruppo si ritrova seduto al night market su poltrone da massaggio. Guardandosi e chiedendosi che altro potevamo fare in città se nn aspettare il week end. Ci sentiamo un pò vuoti, come scatole che arrivano in un luogo dove se nn si spende una fortuna in tour, giri in barche supersoniche o se nn ci si lancia con il paracadute, c'è ben poco da fare. Dopo aver vissuto più di mezza Australia, abbiamo come la sensazione di essere stati un pò frodati da tutte quelle voci che in Europa raccomandano di andare solamente nella costa est xchè è quella dove ci si diverte di più. Adesso come adesso nn ci bastano più due pasti a dieci dollari ed un pò di alchool x ritrovare in un luogo caratteristiche che lo definiscano. Questo probabilmente uno di quei post che uno nn si aspetta ma che fanno parte di un viaggio che attraversa molti stati e che soffre di alti e bassi...
Dalla piccola tenera Piovosa Cairns ci siamo spostati un pò a nord per visitre Cape Tribulation. il posto è di certo bello, selvaggio e avventuroso ma la pioggia e le dense nuvole sopra alle nostre teste ci scaricano le batterie a tal punto da evaquare la zona al più presto. in un giorno facciamo quello che con il meteo ideale avremmo potuto fare in una settimana e torniamo a Cairns. Li salutiamo con un caloroso abbraccio Charlotte (la ragazza Belga a cui abbiamo dato un passaggio da Darwin a qui) e diamo il benvenuto a bordo a Larissa che da programma starà con noi per circa una settimana o poco più. I giorni passano veloci, c'è poco da visitare fare vedere. Il grigio ci annienta e neutralizza e il piede è costante sull'acceleratore spinto dalla pioggia e dal freddo. E' un peccato perdere l'occasione di visitare bei paesi ma cosi sarebbe veramente tempo sprecato.
Noosa Head ci regala uno spiraglio di luce. il meteo è un pò meglio e le onde cominciano ad essere surfabili. Ci spostiamo un centinaio di kilometri a sud. Sono ormai sette giorni che siamo a Maroochydore e Moololaba (85km north di Brisbane). Bella località, onde da favola, il sole va e viene e la felpa si indossa solo di sera. Il posto è stato approvato da ADAM crew quindi, un ritocco ai curriculum e siamo pronti: inizia la caccia al lavoro.

5000 km di magia

Una lingua di puro asfalto taglia a metà la grande isola, su di essa corre costante ed instancabile un van. E' ADAM che giorno dopo giorno divora kilometri sulla Stuart HWY direzione south. i viaggiatori al suo interno cercano in tutti i modi di ammazzare il tempo cercando di ricavarsi un piccolo spazio privato, all'interno dell'abitacolo, per poter leggere qualche pagina di un libro comprato al book shop, ascoltare la canzone preferita oppure concedersi un sano massaggio con tanto di olii rigeneranti. la strada è lunga e il tempo lento. il paesaggio circostante è pressocchè sempre lo stesso, sani e verdi arbusti lasciano spazio a distese di terra più arida e rossastra. Nelle roadhouse, situate ogni circa 250km è possibile rinfrescarsi un attimo e sgranchirsi un pò le ossa, scambiare quattro chiacchere con gli altri viaggiatori, cambiare il guidatore e via, sulla nera striscia asfaltata fino ad Alice Springs. Eh Alice Springs... Sinceramente non sapevamo bene cosa aspettarci da una città di 50000 abitanti costruita in mezzo al nulla più assoluto. Il primo impatto è stato infatti un pò forte. I numerosi aborigeni, purtroppo schiavi dell'alcool, tengono impegnati gli agenti di polizia e con il calare del sole la città non è molto invitante e non ispira sicurezza. Fortunatamente abbiamo avuto il piacere di ricrederci e le ore spese tra art gallery, bookshop e centri commerciali, il giorno successivo ci hanno regalato serenità e benessere contornati da buon cibo e gente cortese. Il sole tramonta all'orizzonte e come ogni giorno ci accampiamo in una delle area di sosta situt sulla via e seduti intorno fuoco, gustando una sana, bollente zuppa dell'ormai popolare Cheff Albert, ci raccontiamo esperienze di vita, ridendo e scherzando di bizzarri avvenimenti accaduti cercando di non pensare ai 4° o 5° che si posano silenzionsi sulle nostre spalle. Il mattino seguente all'alba i motori sono già in fase di riscaldamento, tanti km ci attendono prima di poter ammirare il Kings Canion perciò bisogna andare. Possiamo assolutamente dire che Kings è il termine più azzeccato per definire questo enorme anfiteatro roccioso di un colore misto rosso giallo che al tramonto si incendia e lascia a bocca aperta. La camminata che lo circonda è spettacolare. Per circa 6 km sembrava di essere su un altro pianeta percorrendo il sentiero in fila indiana, sul ciglio del canion a più di 40 metri di altezza provoca una certa emozione. Raggiunto il punto panoramico abbiamo ammirato il tramonto, in silenzio, avvolti dai magnifici colori del cielo e della terra circostante. Abbiamo poi raggiunto il van e in un ormai buio più totale abbiamo risanato gli sforzi della giornata con una sana cena e ci siamo persi nel mondo dei sogni. Il giorno seguente era per alcuni il grande giorno. L'incontro faccia a faccia con la grande roccia australiana. Verso l'ora di pranzo è apparsa, Ayers Rock ( in lingua originale Uluru) Tra curve e colline ha fatto capolino con la sua immensità. Eretta in mezzo a una distesa infinita e piatta di erba e piccoli arbusti, circondata dalla foschia del fresco mattino ci ha dato il benvenuto nella sua terra. Abbiamo parcheggiato in campeggio e abbiamo perlustrato il centro turistico attorno poi, un'ora prima del tramonto ci siamo messi al volante e siamo andati ad ammirare uno degli spettacoli più belli del mondo. Una strana energia circonda la zona, non tutti la percepiscono ma c'è. Immensa, imponente, elegante si lascia fotografare dai milioni di turisti che ogni giorno la visitano. Per gli aborigeni è un luogo sacro, una connessione con madre terra, un punto di preghiera e di riti spirituali. Abbiamo percorso la strada che la circonda e ci siamo posizionati nel sun set lookout. Ogni minuto i suoi colori cambiavano in diverse varietà di marrone ocra fino a rosso viola, uno spettacolo veramente indimenticabile. Quando le ultime soffici luci davano spazio alle prime stelle abbiamo raggiunto il campeggio, abbiamo gustato la tanto attesa doccia calda. Abbracciati dai dolci 4° abbaimo cenato tutti insieme e abbiamo festeggiato il compleanno di Antonia (Albert ha superato se stesso cucinando in tempo record due tegge di tiramisù, dolce tanto adorato da Antonia, nell'area cucina del campeggio, privo di attrezzatura, il tutto senza farsi vedere). La giornata si è conclusa divinamente con i festeggiamenti, spumante, risate e la scandalosa partita dell'Italia contro in New Zeland. Giuste 3 ore di sonno e via di nuovo in movimento. Non possiamo perderci l'alba sulla grande roccia madre e mentre il sole stanco si svegliava lento noi eravamo già sul posto, con il dito sul grilletto, pronti a sparare 5000 fotografie al grande cuore palpitate, la grande regina che siede al centro di questa affascinante isola. Abbiamo percorso i 10 km di sentiero che la circondano caricandoci di positiva energia e forti emozioni poi ci siamo diretti verso Katajuta, la "sorella". Altra grande roccia che offre altrettanti forti emozioni specialmente nell'ora del tramonto.
Abbiamo impiegato un'altra settimana per raggiungere il Queensland divorando ogni giorno kilometri su kilometri apprezzando la selvaggia sensazione che ti offre outback circondati da un nulla che ti regala tutta la serenità di cui hai bisogno.

mercoledì 30 giugno 2010

Kakadu...la magia che nn ti aspetti...

Un luogo non super visitato da backpackers xchè gigante e con attrattive perlopiù fuoristrada. Una terra completamente pregna di storie aborigene che si perdono nella notte dei tempi, stagioni che nn hanno niente che vedere con le nostre, ma ch e cominciano e finiscono con i movimenti degli animali e delle nuvole....larrivo delle inondazioni e la nuova creazione di un teritorio che si modifica di settimana in ssettimana con il sopraggiungere della dry season (siccità). In lontananza sempre incendi ci accompagnano e fumi bianchi attraversano le nostre vie mentre guidiamo in un infinito immenso e surreale. Possono sembrare i soliti paesaggi mozzafiato, cascate e laghi su cui nuotare; ma nessuna foto o racconto potrà mai trasportarvi in questo mondo fatto di sensazioni lontane. Abbiamo visto aborigeni incendiare i loro boschi, perchè solo così si possono ristabilire equilibri fatti di antiche tradizioni, fiumi cambiare direzione del loro corso e coccodrilli risalire agili la marea, dingo passeggiare spensierati tre le steppe e rocce dipinte con i sogni di quello che è probabilmente ancora uno dei popoli indigeni di cui ancora poco si conosce. Ad ogni contatto con una persona di origine aborigena, ha un gap mostruoso da comprendere e un sacco di paure da affrontare...ma lasciamo a voi riuscire a fare la vostra esperienza forse un giorno di incontrarli...parlare con loro e fidarsi dei loro occhi persi in un mondo che nn li può ancora comprendere. Possiamo solamente dire di aver vissuto quello x cui eravamo arrivati sino a qui, dopo più di ottomila km percorsi dalla nostra perth....

Darwin Fun....2

Darwin....la città dove tutto ciò che vuoi è gratis!

Arriviamo verso le sei di sabato sera. Caldo umido ma super gradevole...al primo semaforo ci rendiamo conto che è il primo che incontriamo da quando abbiamo lasciato Perth. La sensazione di essere in città è strana, ci crea come uno stimo in più x togliere la polvere dalle nostre camicie e scarpettine eleganti, ci ingelliamo i capelli e via tutti fuori a cena. Lungo la strada veniamo travolti da PR in minigonne e reggiseno che ci sparano tonnellate di free drink ticket x i locali con cui lavorano e free pasti x il giorno successivo. La prima sera siamo riusciti si e no a pagare la cena thailandese che ci siamo sparati in uno dei migliori ristoranti della città...x il resto ci siamo sbronzati senza riuscire nemmeno a toccare il portafoglio. Ogni tre free drinks cambiavamo pub e puntuali arrivavano ragazze che ci toglievano dalla colonna e dandoci altri free drinks ci portavano nel loro pub....
Il giorno successivo raccontavamo la nostra serata agli altri amici che increduli ci prendevano in giro x la nostra solita fortuna....ma con il calar della sera, ci siamo resi conto che nn era un caso ciò che ci era successo, ma ogni giorno il circo di Darwin prendeva vita e tutto ciò che abbiamo dovuto fare nella settimana che ci siamo concessi li, è stato lasciarci trasportare dai free drink ed i free meal che ci capitavano in mano. Goderci il night market, il golf in spiaggia e la piscina con le onde....
Dopo una settimana di party ogni sera, miss maglietta bagnata, body paint, spogliarelli, alcool, e cibo, il comune della città ci ha contattati e ci ha chiesto se volevamo prendere parte alle riunioni x gli alcolisti anonimi....abbiamo deciso di proseguire per il nostro itinerario verso il kakadu national park....dove tra camping nei bush e serate tranquille al lume di un falò ci siamo ripresi dalle pazzie della Capitale dei Top End.

giovedì 10 giugno 2010

Ormai famosi!!!!

Si vede che ai giornalisti del luogo ci piacciono i backpackers, perchè oggi sul giornale di stato, che potete raggiungere tramite questo link:
è comparsa la nostra faccia desolata a causa del batterio che sta contaminando la spiaggia di Darwin e che quindi nn ci permette di nuotare.
Certo che sti australiani, tra coccodrilli, meduse mortali, e squali....chissa xchè mai avranno pensato che la ragione x la quale eravamo stesi in spiaggia senza sfiorare l'acqua fosse un batterio che nn si sà ancora bene se esiste o no....
Grazie alla foto ormai andiamo forte in tutti i locali omosex del paese....

mercoledì 9 giugno 2010

Voci da molto lontano....

Dedichiamo un piccolo post a ciò che dovrebbe essere un enorme messaggio; mentre attraversavamo la regione del Pilbarra appena prima di Port Heddland, siamo capitati in una convenction annuale di donne indigene. Dope che amichevolmente abbiamo parlato e scherzato con alcune di loro, ci siamo accorti che quelle persone ci hanno regalato la prima vera possibilità di poter avvicinare la cultura di casa, e di parlare in maniera diretta con "un aborigeno". Probabilmente nn è una cosa così percepibile se nn si è interessati all'Australia, ma quando si atterra in un qlsiasi paese qui, si viene subito messi in guardia dalla pericolosità di queste persone. Li vedi girovagare per i centri cittadini, ubriachi ed urlanti....e nn puoi far altro che pensare che quelli sono "gli aborigeni"
Esistono altre realta che vorremmo solamente far presente, nn abbiamo di certo le competenze x andare a spender parole a riguardo, ma chiunque avrà la possibilità di parlare con loro e di conoscere la loro cultura, dovrà essere preparato a uscire da qlsiasi schema imposto dalle civiltà moderne, dalle tecnologie e dai business. Guardi negli occhi una di queste donne e ti sembra di vedrere delle persone perse in un mondo che fino a ieri era solamente fatto dei loro sogni le loro arti e delle loro tradizioni....ma che oggi gli vomita addosso tentazioni e politiche che li ridicolizzano senza dargli possibilità alcuna di difendersi.
Il video che apparirà da questo link, è parte di questa convenction dove anche noi eravamo stati intervistati ma purtroppo tagliati x questioni di coerenza.
Grazie Tamara della bella esperienza.