domenica 14 novembre 2010

On the road....on the waves!!!

I motori si riaccendono, il gruppo si ricompatta, io ed il "Bru" ci ritroviamo ancora spalla a spalla; chi alla guida e chi alle mappe, la ricerca dello spot perfetto riprende. Il tempo è bruttino e da un pò di settimane il sole si alterna ogni giorno con acquazzoni e piccoli temporali che ci stanno un pò facendo incazzare. Decidiamo di risalire qualche centinaio di km a nord per andare a Fraser Island...ma prima passiamo per Noosa. Il programma è di spendere li la notte e surfare l'indomani, anche se le speranze sono ben poche. Arriviamo con la pioggia, il vento sbagliato, io con la cacarella...e cerchiamo di prender sonno nella nostra prima notte tutti e quattro nel van. Dopo un paio di mesi di casa e comodità ho fatto un pò fatica a prendere gli spazi...mi sono rotolato come un salame fino alla prima luce dell'alba quando ho buttato giù tutti dal letto. 5.30 am, sole che cresce dal mare e un paio di metri d'onda...nn una nuvola ed è persino già caldo...surfisti che arrivano corricchiando da tutte le parti e noi increduli ci spariamo una mattinata di surf tra le più belle da quando siamo in Australia. Se questo doveva essere il nostro primo giorno di viaggio lo potremmo intitolare "Perfection". Risalendo fino a Raimbow beach dove ci imbarcheremo per Fraser, cominciamo a torchiare Fabio con i ritmi del van, che spaziano dai pranzi abondanti del dopo surf alle musiche super riascoltate degli iPod ed a tutti i meccanismi di incastro delle cassettine porta cibo e vestiti. E' ancora giovane...si farà!!! Pronti via, in un giorno della madonna ci ritroviamo a giudare un fuoristrada sulla spiaggia e sulle strade nel mezzo della foresta dell'isola...laghi incantati, spiagge infinite e dingho in quantità sono ciò che ci accompagna attraverso la nostra esplorazione. Dimenticavo il "goon", il vino dei backpacker...il più economico vino in scatola mai prodotto...è terribile è una bevanda atroce che ha cmq preso il sopravvento della nostra escursione. Nel campobase che allestiamo per la notte, ogniuno cercava di arrangiarsi alla meglio col mangiare che le guide ci avevano fornito...ovviamente la nostra postazione ha vinto il cucchiaio d'argento . Le raccomandazioni: "Non andate in giro da soli", "Quando andate a vare la pipi, prendete un compagni e scavate un buco...", "Tutto il cibo ed il pattume devono stare in macchina per non attirare i dingo". Dopo un'ora dalla cena c'era la gente che barcollava ovunque, ascoltava musica, mangiava e beveva....le ragazze che erano nel nostro gruppo erano talmente ubriache che le abbiamo sbattute tutte e tre in un unica tenda e ci siamo sistemati un pò più larghi nelle altre due rimanenti....il compare Bonvicini, tronco come una pigna, si è addormentato di fianco alla tenda risvegliandosi al mattino con un dingo che se lo limonava...io e gli altri in qualche modo siamo sopravvissuti alla notte spesa a creare cunette sulla sabbia sottostante la tenda che rendesse il tutto un pò più comodo. Dal momento del nostro risveglio nn ha mai più smesso di piovere. Siccome ci sono persone fate per il camping estremo ed altre fatte per gli hotel, ho dovuto fare un'opera di convincimento con tutto il gruppo per riuscire poi a prenotare una stanza nell'unico resort dell'isola. Doccia calda, piscina riscaldata e pub.... Salutati gli amici dell'ostello al quale ci siamo appoggiati per l'escursione, la nostra prossima tappa è Brisbane, dove reincontreremo Antoine, il nostro amico francese con il quale abbiamo condiviso parte del tour in WA e NT. L'accoglienza è stata stupenda come al solito ed il week end è volato in un batter d'occhio tra passeggiate ai mercatini sul lungofiume, locali e qualche abbraccio al pitone della compagna di appartamento di Antoine. Il nome del pitone è "Rocco". Dovevamo riportarlo giusto per la cronaca di chi conosce la classe e timidezza di Antoine...immaginarlo vivere con una ex modella appassionata di rettili con il pitone Rocco è stato davvero divertente. In una pigra domenica pomeriggio dirigiamo verso Surfers Paradise, capitale del divertimento senza limiti...siamo talmente stanchi di far party che nei due giorni passati li quasi nn riusciamo a trovare motivazioni per uscire...il surf comincia a farsi sentire ed i ritmi del divertimento si stringono drasticamente. In maniera naturale comincimao a scnedere a sud fino ad innamorarci di "Dreamtime beach" nei pressi di Tweed Heads...i paesini si ridimensionano e i ritmi che a noi piacciono da morire ritornano ad allietare le nostre giornate. Non che locali e i divertimenti ci schifino, ma il piatto di pasta e la pennichella dopo la surfata della mattina ed il bbq dopo quella del tramondo, passeggiatina per la via del centro magari con una birra al pub e dormita mondiale col van parcheggiato sulla spiaggia, sono il nostro must. Ed intanto arriviamo a Byron bay...dove reincontriamo l'amica svedese Sarah, anche lei una vecchia conoscenza del WA...che ci ospita nella sua ordinatissima dimora (abbiamo preferito dormire nel van) e ci guida nelle pazze notti dalle baya più hippy d'Australia. Il surf si fa un pò desiderare ma perfortuna torna il beltempo e le nostre giornate scorrono tra spiaggia e ricerca di spot segreti dove cacciare qualche onda. Stamattina nella nostra prima surfata a Byron...Fabio si è incantato per qualche istante di troppo a guardare una delle montagnole che crescevano dall'oceano aperto ed è stato letteralmente fatto decollare all'indietro e poi trattenuto sul fondale per un incontro ravvicinato con la potenza di nettuno, è cmq sopravvissuto e quindi domani potra provare a prenderla quell'onda invece che guardarla. Io invece mi sono lanciato spavaldo su un'anomala che ha fatto sobbalzare sulla tavola persino Matteo che di solito è il pericolo numero uno...poteva essere un gran momento di gloria o un altro incubo d'acqua....diciamo solo che anch'io sono sopravvissutoe che magari la gloria arriverà un altro giorno. Il mare insegna.