venerdì 19 agosto 2011

Cinque mesi e ventisette giorni di New Zealand

Ho la mia montagna da scalare, la mia vetta da conquistare, il mio personale sacro obbiettivo da raggiungere.  Tra insidie e demoni,  tra gioie e anime, un passo dopo l'altro, compio il mio cammino sognando un futuro di luce, vivendo il momento e marcando la mia storia. Un passo dopo l'altro, proseguo sulla via, sorretto dalle maestre esperienze e dall'amore di chi c'e',  nella continua ricerca della  massima felicita' personale.
Cerco come sempre di riportarvi, nel migliore dei modi, cio' che respiro, assaporo e vivo ogni giorno. Cerco di trasmettere a Voi lettori il suono del mio battito cardiaco e l'energia del mio spirito. Cerco di  trasportarvi qui, nella mia realta' e descrivendola spero di fare in  modo di darvi uno spunto cosi' che' anche Voi possiate staccare la spina per un attimo, uscire dal tunnel della normalita', aprire le vostre ali indolenzite e volare in un posto magico, lontano dai rumori, lontano dai pensieri, lontano dai dolori, un posto che solo Voi, impugnata la matita della vostra mente, potete disegnare a vostro piacimento. 
Mi sento come una pietra scagliata da una mano gigante, ruzzolata proprio li, esattamente li dove voleva arrivare.  Mi sento come un aereo che per qualche motivo sconosciuto  e' stato costretto ad un atterraggio d'emergenza ed e' giunto  precisamente a destinazione. Mi sento come un bambino che, scivolando giu' nel burrone e rotolando, rotolando si e' ritrovato in una  valle di cioccolata.
A volte rido da solo. Non mi era mai capitato prima. Faccio una corsa nella mia mente e prendendo a calci in bocca tutto cio' che vuole macchiare di grigio questo sole, rido, rido e mi sento sollevato, mi sento pieno di energia e gioia. Non mi era mai capitato prima.
Avvolto in una serena quotidianita' passo le giornate lavorando duro e preparandomi per la tanto attesa vita on the road. Sono qui per viaggiare e fin'ora ho solo lavorato. Il rapporto con Ben, Ima e tutto il resto del gruppo si fortifica ogni giorno di piu' e sono decisamente parte della famiglia ormai.  L'inverno e' da un po' giunto a rinfrescare le giornate e a stendere una sottile strato di ghiaccio in queste tipiche invernali limpide notti stellate.  Durante il giorno il cielo e' azzurro e il sole vivo. Le temperature variano in media da un massimo di 15'C ad un minimo che va sotto lo zero. 
Con frenetica ansia abbiamo atteso che il Bianco Spirito donasse ai monti neve sufficiente per poter sciare. Da casa ho ricevuto tutta l'attrezzatura necessaria e, finalmente, il 17 luglio, siamo stati accontentati. Monte Rapehu e' stato lo scenario, a dir poco magnifico, che ci ha circondato. Uno splendido sole attutiva i -4'C e regalava luce viva alla vallata, il vento sulle vette piu' alte graffiava dolcemente il viso, ad ogni risalita una persona diversa con cui scambiare una piacevole chiaccherata e ad ogni discesa un' intensa vibrazione dalle testa ai piedi,  un'emozionante sensazione liberta' e un piacevole pensare a casa e ai momenti sulla neve con la crew. Decisamente una giornata da ricordare.
Il 24 agosto tornero' sulla strada madre, mi rimettero' al volante e spinto dal vento dei viaggiatori ricomincero' il mio viaggio. Con Ben ed Ima andremo diretti a Queenstown (io con la mia macchina)  e spenderemo la' una settimana in compagnia di amici dopo di che loro torneranno a casa e io lentamente mi gustero' ogni metro di questa magica terra. Vivere in una macchina non e' affatto semplice, bisogna ottimizzare gli spazi mantenendo pero' un certo confort ed e' cosi che, con l'indispensabile, professionale e ineguagliabile aiuto del fratello "Ben the master builder", in due intensi giorni, l'opera d'arte e' stata creata. Letto superconfortevole 1800cm x 715cm con piano scorrevole adibito a cucina e cassettone portavestiti il tutto costruito con precisione millimetrica. Immaginavo che saremmo riusciti a costruire qualcosa di qualita' ma mai avrei pensato ad un risultato di cosi elevata precisione, duttilita' ed estetica. Si potrebbe onestamente valutare l'idea di un nuovo futuro business. Grazie infinite bro.
Quando qualche settimana fa, parlando di sport, e' saltato fuori che gli All Blacks avrebbero giocato contro il South Africa nel weekend seguente a Wellington, ho pensato a quanto sarebbe realmente stato intenso assistere ad un match di tale valore e nonostante sia in fase di grandi risparmi ho deciso di vivermi l'esperienza valorizzando ilfatto che un'occasione del genere non capita tutti i giorni. Siamo partiti venerdi all'ora di pranzo. Io, Ben ed Ima, come sempre. Dopo circa cinque ore di magnifici paesaggi tra laghi, monti e vallate siamo giunti a destinazione. Wellington e' la capitale ed e' anche la citta' piu' artistica. Avevo grandi aspettative e di certo, le luci, `la gente, i palazzi e i locali, il tutto avvolto in un vortice di diversi stili, colori e prospettive mischiati con armonia tra loro, non mi hanno lasciato deluso. Ad attenderci e a rendere tutto il weekend speciale garantendoci accomodation, belle sensazioni e divertimento epico c'era Andrew (AKA Paul, AKA Mr Bella Bambina... but of course) amico d'infanzia di Ben, trasferitosi nella city per lavoro. Il venerdi sera ci siamo lasciati naufragare in un mare di alchool, approdando di bar in bar e di club in club fino ad un livello tale da riuscire ad avere una seria conversazione con una ragazza che beveva cocktale da una theiera, riguardante l'ambiente e i piani antiinquinamento che io, studioso geologo, stavo promuovendo in Auckland nella salvaguardia della Nuova Zelanda, terra troppo pura per essere contaminata. Magnifico. Il sabato e' iniziato con un ottimo mal di testa alleviato con una gran colazione in un locale sulla spiaggia e un piacevole tour della citta'. Verso le 17:30 era finalmente ora di dirigersi allo stadio per la tanto attesa partita. L'adrenalina pulsava come se dovessi giocare io. Fila E posto 129. A cinque metri da me All Black e South Africa, due tra le migliori squadre del mondo. I brividi, l'eccitamento e l'energia che la famosa Haka mi hanno donato sono unici ed esclusivi. Una potenza ineguagliabile. La partita ha regalato a tutti noi notevole qualita' tecnica e spettacolare intrattenimento, gli All Blacks si sono aggiudicati la vittoria per 40 a 7 e noi tra birre e fotografie, urla e sbandieramenti, ce la siamo goduta al 100%. La domenica e' passata in relax tra chiacchere e negozi. Qualche amichevole abbraccio di arrivederci e via, lenti verso casa tra canzoni e risate rivivendo momenti di un weekend che con la sua semplicita', in compagnia di persone dall'immenso valore e grande cuore, si e' meritato gli aggettivi unico e indimenticabile.
Il 5 agosto erano 26 anni che ci sono e la famiglia Hardie non si e' fatta mancare l'occasione di farmi sentire l'uomo piu' fortunato del pianeta con tradizionale colazione, perfetti regali e cena al ristorante italiano. La mia gratitudine e' e sara' per sempre immensa.
Il tempo passa per tutti, la giostra gira e si cambia, si cresce rimbalzando tra gli avvenimenti e le situazioni che la vita ci regala. Tra un cespuglio di capelli e una barba vagabonda i soliti due occhi azzurri, un naso e un naturale sorriso, si, sono io che qui, da qualche parte in questo mondo che in fondo non e' cosi immenso, con tutto il cuore, vi auguro la massima felicita' possibile.  

Five months and twenty-seven days of New Zealand

I have my own mountain to climb, my summit to win, my personal sacred task to reach. Among demons and pitfalls, smiles and pure souls, step by step, fulfill my trip dreaming a future of light, living the moment, and marking my story. One step after another, i' keeping going on my way, supported by the experiences that are my teacher and by the love of who is with me, in the continual searching of my personal happiness.I try to bring to You as always, in the best way possible, what I breath, live and taste every day. I try to transmit to You readers the sound of my heartbeat and the energy of my spirit. I try to bring You here, in my reality and describing it, I hope to give You a push such that even You can unplug it for a moment, escape from the  tunnel of the "normality ", open your  aching wings and fly in a magical place far from the noise, away from the thoughts, away from pain. A place that only You, with the pencil of your mind, can draw as You like. I feel like a stone thrown by a giant hand, tumbled right there, exactly where he wanted to arrive. I feel like a plane that for some unknown reason, was forced to an emergency landing and he reached precisely the target. I feel like a kid, sliding down into the ravine and rolling, rolling, he found him self in a valley of chocolate. Sometimes I laugh by myself. It never happen before. I,m going for a run inside my head and kicking everything wants to cover of gray this sun, I laugh, I laugh and I'm relieved, I feel full of energy and joy. It had never happen before. Wrapped in a peaceful everyday life i spend my days working hard and preparing for the life on the road. I'm here to travel and so far I have only worked. The relationship with Ben, Ima and the rest of the group grows stronger every day more  and i really feel part of the family. Winter is come to refresh our days and spread a thin layer of ice in these typical winter clear nights full of stars. During the day and the sky is blue with a bright sun. The average temperatures vary from a maximum of 15'C at a minimum that goes below zero. With frantic anxiety we waited that the White Spirit donate to the Mountains enough snow to ski. From home, i received all equipment  necessary  and, finally, July 17, we been satisfied. Mount Rapehu was the wonderful stage, that surrounded us. A beautiful sun muffled -4 'C and gave brighting light to the valley, the wind on the highest peaks was gently scratching the face, every way up a different person to exchange a pleasant chat and every down an intense vibration from the head to the feet, an exciting feeling of freedom and a think about home and the moments in the snow with the crew. Definitely a day to remember. On 24 August I'll be back on the mother road, I will be at the steering wheel and, pushed by the wind of travelers i will start again my trip. With Ben and Ima i'll go direct to Queenstown (me with my car) and we will spend the week there with some friends. After they'll come home and I'll slowly relish every inch of this magical land. Living in a car is not  easy, you must optimize the space  keeping a comfort and so, with the indispensable, unparalleled, professional help of the brother "Ben the master builder", in two intense days, the "art work" was created. 1800cm x 715cm super comfortable bed with sliding table used as a kitchen drawer for the cloths all built with amazing passion. I figured that we could build something of quality but I never thought a result of such high precision, utility and aesthetics. We could honestly consider the idea of ​​a new future business. Thank you so much bro. When a few weeks ago, talking about sports, turned out that the All Blacks were going to play against South Africa in Wellington the weekend later, I thought it would be really intense to see a match like that and, no matter the big savings time i decide to live the experience even because an opportunity like this doesn't happen every day. We left Friday at lunchtime. Me, Ben and Ima, as always. After about five hours of beautiful scenery with lakes, mountains and valleys we arrived. Wellington is the capital and is also the more artistic city .I had big expectations and for sure, lights,  people, buildings, all wrapped up in a whirlwind of different styles, colors and perspectives mixed with harmony between them, haven't left me disappointed. To wait us and to make all weekend special, warranting accommodation, good feelings and epic fun was Andrew (AKA Paul, AKA Mr. Bella Bambina ... but of course) a Ben's childhood friend, moved into the city for work. On Friday night we been wreck in a sea of ​​Alcohol, landing from bar to bar and club to club up to a level that i been able to have a serious conversation with a girl who was drinking a cocktail in a tea pot concerning the environment and the anti-pollution plans that i, expert geologist, was promoting in Auckland for  the preservation of New Zealand, land too pure to be contaminated. Magnificent. On Saturday started with a great headache relieved with a great breakfast in a bar on the beach and a pleasant tour of the city. At about 17:30 it was finally time to head to the stadium for the game. Adrenaline throbbed as if i was going to play. Line E seat 129. At five meters from me All Blacks and South Africa, two of the best teams in the world. The chills, the excitement and the energy that I had from the famous Haka are unique and exclusive. A unique power. The game gave to all of us great quality, technical and spectacular entertainment, the All Blacks won with a score of 40 points on 7 and us, between beers and photographs, shouts and flag-wavers, we enjoyed it 100%. Sunday passed chatting and relaxing between shops. Couple of friendly hugs, goodbyes and go, slowly on the way home reliving moments between songs and laughs about a weekend that with his simplicity , in the company of immense value and great heart people, deserve the adjectives unique and unforgettable. On August 5 they were 26 years that i'm alive and the Hardie family didn't miss the opportunity      
to make me feel the most lucky man of the planet with a traditional breakfast, perfect gifts and dinner at the Italian restaurant. My gratitude will be forever immense.

The clock is ticking for everyone, the carousel turns and we are all changing, we grow up bouncing between the events and situations that life gives to us. Between a bush of hair and a vagabond's beard the usual two blue eyes, a nose and a natural smile, yes, is me who from here, somewhere in this world that is not so immense, with all my heart, i wish to all of you the greatest happiness possible.
























martedì 26 luglio 2011

Quei giorni in cui parlando, l'iterlocutore ti blocca con un....."si vede che sei felice"



Alla volta dei quattro mesi dopo il mio rientro in patria comincio a tirare un pò il fiato, a tirare le somme di quanto inevitabilmente si sia compiuto negli ultimi anni. Faccio una vita incredibile, con un lavoro che mi piace e mi stressa da morire, ho ritrovato la mia famiglia i miei amici.....ho ritrovato gli occhiali da vista. Che forte poterci vedere, ciò che prima era torbido e indefinito ora si identifica....le mie piccole paure e tutti i fastiti....boom....spariti....che magia....che spettacolo. Ho realizzato il mio sogno di avere amici anche dall'altra parte del mondo, saper parlare l'inglese, aver assaggiato cibi lontani e tutto ciò che si estrapola da un viaggio. Poi succede anche che diventi più sensibile, capita anche alle bestie come me di sentire la mancanza di un amico anche quando nn lo vedi per soli due giorni, di aver voglia di abbracciare tua sorella anche se nn l'avevi mai fatto prima....di sentirti in imbarazzo quando una sua amica ti chiede di essere appesa al muro e sorridere con la sua generazione davanti a uno spritz mai così dolce. Succede che mi alzo la mattina con l'energia ti un toro di Pamplona e sorrido al mio cane mentre vado a lavarmi la faccia e lui gardandomi cerca di parlare, perchè quella belva è umana. Poi mi verso il latte fresco appena munto e mi sparo i cereali che mangiavo ance nel van mentre ero nel deserto australiano....
Ogni azione che compio durante la mia giornata ha un sapore diverso, una sensazione strana di soddisfazione effimera....che cazzo di parole uso, si vede che è un pò che nn leggo....sono troppo inpegnato a sorridere, ad esser pieno di me e a riscoprire che essere mancato da qui da praticamente otto anni, è come ricominciare una nuova vita all'estero...
Ci son giorni nei quali vorrei ancora svegliarmi e spostare la tenda cercando le creste bianche che infrangono sul reef.....alzarmi....versare i mueslei ed il latte della Home Brand....e dare uno scossone al van per buttar giù dal letto il compagno surfista. Sono solo piccole sensazioni....che prima erano sogni...e adesso fanno parte di un libro aperto scritto dentro me....la cosa fica, è che lo posso leggere quante volte mi pare.....a volte lo posso anche cambiare a seconda dei ricordi....la cosa più bella di questo libro: l'ho scritto io!

mercoledì 15 giugno 2011

Tre mesi e vent' otto giorni di New Zealand





Inizio scusandomi per la mia lunga assenza dal blog giustificata semplicemente dal fatto che non mi e' semplice utilizzare internet specialmente adesso che il mio lap top e' definitivamente deceduto.
Sabato 07 maggio e' la data che segna i principali cambiamenti nella mia quotidianeita' e probabilmente anche, in parte, nel mio futuro. Alle 11:00 di mattina sono arrivato al rugby club. Alle 12:00 ero in campo a scaldare corpo e mente. Alle 13:00 il fischio di inizio. La partita proseguiva alla grande con un buon livello tecnico e sportivita'. A meta' del secondo tempo l'ala avversaria, penetrata la linea difensiva, correva veloce sulla fascia. In quanto Full Back era mio compito impedire che andasse in meta. Ero fuori posizione e ho spinto 110% per raggiungerlo. L'ho placcato ma al momento del contatto la mia spalla destra non ha resistito. Sono uscito dal campo e mi sono seduto dolorante chiaramente consapevole che la spalla era dislocata. Tra dolore preoccupazione e rabbia ho atteso l'ambulanza. Mi e' stata somministrata doppia dose di morfina e mi e' stata fatta inalare un'intera bombola di "gas rilassante" e una volta giunti in ospedale, raggiunta l'incoscienza, mi hanno rilocato la spalla, fasciato il tutto e rispedito a casa.
Le prime due settimane, causa potenti antidolorifici, ho mangiato davvero poco e se riuscivo a dormire 4 ore a notte era un miracolo. Un po' un inferno. Il dolore era persistente e la mia inabilita' mi recava nervosismo, tensione e preoccupazione per il mio avvenire.
Ben, Ima, Robert, Bronwyn e Tom mi hanno fatto il regalo piu' bello: hanno garantito, con la loro semplicita', naturalezza, bonta' e cordialita', il proseguimento del mio sogno trattandomi come un figlio e un fratello hanno cucinato per me, mi hanno accudito e si sono presi cura in cambio di un sorriso.
Robert mi ha anche permesso di guidare il trattore durante la raccolta, garantendomi cosi un buon stipendio settimanale. Da allora sono nominato "the one arm italian driver" o la maggior parte delle volte "the italian son".  Adesso la spalla e' molto meglio, continuo a fare sedute settimanali di fisioterapia e agopuntura e secondo i medici tra 6/8 mesi saro' di nuovo abile al 100%. Alla famiglia Hardie va tutta la mia piu' profonda gratitudine.
Mercoledi 08 giugno la raccolta e' terminata. Fino a fine giugno saro' comunque impegnato con la potatura, con la legna e altri lavori del settore. non ho ancora un'idea perfettamente chiara di come organizzero' i successivi due mesi, credo che mi prendero' una vacanza e gironzolero' un po' per l'isola del sud, intanto aspetto con ansia la restituizione delle tasse australiane e mi godo i primi seri venti invernali.
Un caloroso abbraccio a tutti, infiniti auguri di buon compleanno a mia sorella Erica e le mie congratulazioni al mio grande amico Mirko per il suo matrimonio


Three months and twenty-eight days of New Zealand




I'm starting by apologizing for my long absence from the blog simply justified by the fact that is not easy to me have the opportunity to use internet especially now that my lap top is died. 



Saturday May 7 is the date that marks the major changes in my daily and probably, in part, in my future. At 11:00 I arrived at the rugby club. At 12:00 I was in the field to warm up body and mind. At 13:00 the starting whistle. The game was great with a good technical level and sportsmanship . In the middle of the second half the opposite wing, penetrated the defensive line, was running fast on the side. As full back was my job to prevent that would go in goal. I was out of position and I pushed 110% to reach him. I stopped him but at the contact my right shoulder couldn't resist. I walked out the field and sat in pain clearly aware that the shoulder was dislocated. In pain and angry I waited for an ambulance.  They gave me double dose of morphine and I inhaled an entire bottle of "relaxing gas" and once in hospital, unconscious, they relocated my shoulder, wrapped the whole thing and sent me home The first two weeks, due to strong painkillers, I didn't really eat much and if I could sleep 4 hours a night was a miracle. The hell. The pain was persistent and my inability made me nervous and worry for my future. Ben, Ima, Robert, Bronwyn and Tom gave me the best gift: they guaranteed, with their simplicity, naturalness, goodness and friendliness the continuation of my dream, treating me like a son and a brother, they cooked for me, took really care of me for a smile in return. Robert has also allowed me to drive the tractor during the picking hours guaranteed like this a good weekly wage. Since then they call me "the one arm italian driver" or most of the time "the italian son". Now the shoulder is much better, I still do weekly sessions of physiotherapy and acupuncture and to doctors saying in 6 / 8 months i'll be 100% able again. To the Hardie's family goes all my more deep gratitude. Wednesday, 08 June, the picking is finished. Up to the end of June I will be anyway busy with pruning, with firewood and other farm's jobs. I have not yet a perfectly clear idea about ​​how to organize the next two months, I think I'll take a holiday  around the South Island. By now i'm waiting tax back from Australia and I'm enjoying the first serious cold winter winds. A big hug to all of you, happy birthday to my sister Erica and congratulations to my good friend Mirko for his marriage.

lunedì 2 maggio 2011

New york è quello che ti aspetti!! New York is what you excpect!!!


E' arrivato un pò in ritardo ma finalmente è arrivato. Possiamo dire che lo shock da rientro mi ha tenuto impegnato non poco in queste ultime settimane. Avevo iniziato quest'articolo su New York e nn l'avevo mai portato a termine, forse perchè non avevo idea di che cosa dire a riguardo di questa città che nn sia ancora stato detto. Siamo talmente abituati a sentirne parlare, anche indirettamente o vederla in TV, ad immaginare quei grattaceli immensi così alti da chiudere quasi la visuale del cielo. Non ho avuto praticamente nessuna difficoltà nel girarla, ho camminato con papino in lungo ed in largo senza sosta seguendo il consiglo dell'amico Lorenzo che l'aveva visitata qualche mese prima. Il mangiare si può dire leggermente migliore che degli altri posti visitati fino ad allora eccezzion fatta per San Francisco che credo cmq sia stata probabilmente l'highlight del mio viaggio negli Utati Uniti per ciò che riguarda le metropoli. New York è stata per me tutto ciò che mi aspettavo, tutte quelle immagini di vita quotidiana che si vedono ripetute nei film come clichè. Taxi e limousine che scorrazzano davanti agli hotel più lussuosi, le scale antincendio che scendono dal retro dei palazzi, la voragine lasciata dalle torri gemelle, l'Empire State Building e il toro di Wall St. Questo più altre piccole cosette come Brooklin e la statua della libertà incuriosiranno sicuramente ogni visitatore. Ma per me è stata più un ultimo passo verso la fine della mia avventura attorno al mondo. Una preparazione psicologica al non dover più pensare in maniera nuova ogni giorno, al non avere più un compagno con cui condividere le mie giornate, uno scopo come quello di scoprire cosa c'è dietro il prossimo angolo...





Sono arrivato fino a qui e ora mi tremano le gambe...sono all'aeroporto di Newark...ed il mio aereo è li seduto di fronte a me...sorride senza malizia, non si prende gioco di me...riflette solamente i miei pensieri... 

domenica 3 aprile 2011

Un mese una settimana e quattro giorni di New Zealand by David









Delle volte mi fermo a riflettere. Chissa' come sarebbe la mia vita se fossi milionario, come vivrei se solo strisciando la mia carta avessi tutto cio' che voglio. Come sarebbe se potessi comprare la macchina che voglio tanto ho la credit card dei nonni e la benzina? Quella la paga il papi quindi posso spingere, se per i vestiti cool avessi la carta della mami e se potessi andare al ristorante ogni sera senza nemmeno buttare l'occhio sui prezzi, non dovrei passare le mie ore libere in spiaggia aspettando il mio momento perche' di tavole ne avrei probabilmente dieci. Come sarebbe eh? Come sarei io? Bhe' le mie riflessioni si concludono sempre con un sospiro e un sorriso perche' sono davvero contento di come sono e di cio' che ho e tutto questo e' stato sudato duramente e alla fine della corsa della vita non arrivero' primo ma arrivero' con le mie gambe e con tante inestimabili soddisfazioni. Fanculo i soldi!!
Come e' pazzescamente bello vivere cosi. L'essere da solo non immeginavo potesse aiutarmi cosi tanto. impressionante. Se vuoi qualcosa mate te lo devi procurare da te ed e' davvero bello quando alla fine della giornata sdraiato nella mia confortevole "diotestradora", faccio il resoconto di cio' che ho e mi do la buonanotte felice e carico per cio' che accadra domani.
Lunedi 14 ho lasciato la city diretto verso nord iniziandi finalmente cosi la vita on the road. Sono andato alla ricerca della vera terra selvaggia, delle colline, del verde, delle foreste, dei laghi e delle spiaggie e Lei, la Nuova Zelanda, non ha deluso le mie aspettative neanche un secondo. Magnifica. Whagarei, Kerikeri, su e giu' tra strade stile Valle D'Aosta fino alla punata nord, The Far North, Cape Reinga, Ninty Mile beach, poi giu' attraverso la Waima forest circondato da giganti vecchi 2000 anni, lo spettacolare tramonto a Baylys beach, il risveglio con il canto dell'Oceano a Muriwai beach e la nuotata alla famosa Piha, davvero magnifico. Abituato alla distanze australiane, dopo 3 giorni e 1500 km ero di nuovo a Auckland, to easy. Qualche pra con gli ineguagliabili  Roselyn e Paul e via verso sud est la dove tutti dicono che trovero' lavoro. Lasci la grande city alle 11:30 pm, adoro guidare di notte, no macchine, aria fresca, musica a balla, spinto dalla forte speranza di trovare presto un occupazione. Alle 3:00 ero a 50 km dall'obbiettivo. Mi fermo a dormire. All'alba ero gia' alla guida, Te Puke. Alle 11:30 ho chiamato Bruce, manager di una kiwi farm  e fissato appuntamento. Alle 12:00 ho incontrato Robert, propretario della farm e dopo un caffe e qualche chiacciera su esperienze passate e vita mi ha mostrato dove potevo alloggiare, dove erano le doccie e come potevo occupare la settimana in attesa della raccolta. 16 dollari all'ora, 10 ore al giorno, 7 giorni a settimana, 10 minuti di macchina da Papamoa beach(che ha onde sufficientemente belle per divertirsi), 3 ore di macchina dalle piste sciistiche il tutto sempr ein dolce compagnia di due spettacolari cagnoloni. Impressionante la naturale gentilezza di queste persone. Dopo due settimane di convivenza mi sento gia' parte di qualcosa, di un gruppo, della famiglia, feeling stupendo per una persona che viaggia da solo. Mi hanno invitato a cebna per conoscermi meglio, hanno noleggiato un caravan per garantirmi una permanenza migliore e confortevole, mi hanno dato comodi scarponi e calzettoni da lavoro, il tutto in cambio di un semplice grazie. Mi hanno portato con loro gia' due volte al lago dove hanno una bella casa e dove tutta la famiglia pratica sin dalla giovane eta' sci nautico. Figata!!! Fisicamente duro eh ma alla fine della giornata, sdraiato nella piscina naturale di acqua minerale bollente mi sono chiesto cosa ho fatto per meritarmi tutto cio'... Mi sento davvero fortunato ad aver trovato queste persone e mi sento parte di loro con sincera naturalezza. La raccolta e' iniziata e onestamente il lavoro non e' neanche tanto faticoso, sono contento. Te Puke e' la capitalr mondiale di kiwi, da qui esportano infatti in tutto il mondo, Italia compresa. 8'000 abitanti, un pub, un cinema, un Mc, un fish and chips con mars fritto (chi mi conosce sa) e tanta tranquillita'. C'e' anche la squadra di rugby e mi sono detto perche' no? Sarebbe un sogno. Sono andato, mi hanno provato e sono titolare full back dopo due allenamenti. Uno spettacolo. E' davvero tutto perfetto e per i prossimi due mesi staro' da re. La raccolta durera' infatti fino alla seconda settimana di giugno dopo di ceh, se i programmi restan tali, mi concedero' un mese e mezzo di ferie in giro per l'isola del sud e fatto cio' potro' tornare qui per la potatura invernale in preparazione alla nuova stagione.
Cosa dire? Tutto fila per il verso giusto e non penso che potrei chiedere di meglio.    






lunedì 14 marzo 2011

Hawaii's life style English/Italiano

Siamo atterrati dopo sei ore di volo sopra il Pacifico in tempesta, l'idea dello scendere dall'aereo ed essere accolti dalle ragazze hawaiane che ti adornano con le ghirlande di fiori è diventata finalmente realtà.....per quelli che avevano il pacchetto tutto incluso all'Hilton. Noi poveri viagiatori senza "pachetto" ci armiamo di buone speranze ed andiamo a cercare lo shuttle per arrivare all'hotel prenotato tramite booking.com. Finalmente e direi, di nuovo, caldo...25 bellissimi gradi serali e una trentina diurni all'ietano le nostre giornate di svago.
Ho aspettato una settimana dal mio arrivo sull'isola di O'hau x avere un quadro completo del posto e provare a riuassumere in un colpo solo tutte le mie impressioni. Non via annoierò dicendovi quanto è figo qui, quanto sono belli i pesci tropicali, i fondali marini e le palme che fanno da sfondo all'acqua turchese  su cui si riflettono montagne di foresta pluviale. Tutto questo lo sapete già, queste sono le Hawaii. Quello che vorrei cercare di trasmettere mentre leggerete queste righe è quello che di quest'isola non sapete. E' il come la gente ti guarda a primo impatto, come ti chiama, come ti rispetta. Ovviamente l'impatto con le persone è stato sempre blando e mai prolungato, per la semplice ragione che viaggiando con il babbo bisognava rispettare anche le sue di esigenze e dopo due anni di puro surf in Australia non era il caso di rovinargli una vacanza spingendolo in posti in cui si respira, si parla e si guarda solo del surf. Abbiamo comunque sempre mediato situazioni dalle quali si è tirato fuori il meglio. Le persone sono state una delle cose che più mi ha preso alla sprovvista, praticamente una marea di asiatici. Japponesi soprattutto, ho pensato che dopo aver attaccato Pearl Harbour si stiano facendo perdonare venendo qui a frotte in vacanza portando ricchezza. E poi gli hawaiani stessi che sono parte integrante delle culture delle isole del pacifico del sud. Sono praticamente Thaitiani, con lineamenti orientaleggianti. Cammino per le strade i mi ritrovo davanti questi ragazzi con i classici tattoo maori e samoa....rimango sbalordito dalla bellezza delle ragazze. Capelli lunghissimi scuri, pelle scura occhi neri e curve da...wow!!!! 
Poi siamo nel 2011 quindi ti ritrovi americani che si sono trasferiti, studenti universitari o sempicemente turisti che hanno deciso di ritirarsi al caldo.
Ma c'è un'altra specie che gironzola per l'isola aspettando il suo momento giusto x comparire. Alle Hawaii fare surf non è come negli altri posti del mondo in cui sono stato ad inseguire onde prima d'ora. Qui tutto dorme, il mare è calmo Nei negozi e per strada, appena ti addentri nei paesini di campagna fatti da questa specie strana, cominciano a chiamarti "bro" ed a trattarti come una persona normale. Non sei più un turista in vacanza a Waikiki...quando passi il confine della North Shore... Qui il concetto di vivere è basato sul mare, il loro credo, il loro dio e la loro forza arrivano dalla potenza dell'oceano. Qui non ci sono gli hotel, non c'è la spiaggia attrezzata, nn ci sono i ristoranti. Come i primi polinesiani arrivarono a bordo delle loro canoe dopo aver attraversao il Pacifico e non sapendo come superare i reef si inventarono questo scivolare sulle onde per raggiungere le spiagge...è come se tutti i paesini qui vivessere in un'atmosfera sospesa dietro i reef ad aspettare. A vedere le loro foto, la loro arte ed il loro modi di vivere fatto le loro case le piccole attività gestite da chi non ha un altro scopo nella vita se nn regalarsi un incontro con il proprio dio. Ci si rende subito conto di come quello che sono stato abituato a vedere come uno sport, qui diventa un esperienza mistica. Sin dal primo surfista conosciuto ai più per aver surfato le onde della North Shore per puro divertimento, tale Duke...dopo di lui altre decine e poi qualche centinaia di altri piccoli uomini decidono ogni anno durante la stagione invernale di sedersi sulle spiagge di Haleiwa, Waimea, Sunset beach e Pipeline...ad aspettare il loro momento del giudizio. Ci sono momenti in cui non basta essere dei surfisti, non serve essere muscolosi ed ancor di più non importa chi sei e ciò che fai nella vita. Quando arriva lo "swell" da queste parti si parla di 20ft (6metri) d'onda quando è piccolo fino ai normali 30ft (9-10mt)....onde che rompono su rocce quasi affioranti e che ti chiudono sopra la testa con la potenza di un treno in corsa. Quando ti ritrovi, di fronte a questo spettacolo e decidi di uscire in mare...l'unica cosa che importa è ciò in cui credi. Ma ci devi davvero credere...il mare poi farà il resto. Dirigere verso la lineup e cercare di cacciare uno di quei mostri vuol dire mettere la propria vita sul filo del rasoio...mentre guardi il muro che si alza sotto di te e pensi che devi scenderlo, cominci a pensare che sia fisicamente impossibile sfidare quella forza...se alla fine ti rendi conto di avercela fatta, l'unica cosa che senti è che hai voglia di farlo ancora ed ancora...

Queste sono le frasi e racconti di chi queste esperienze le ha vissute, di chi è diventato leggenda grazie alle sue imprese, di chi è morto sotto la potenza di quelle onde e di chi a diciotto anni ha vinto la competizione dell'anno cavalcando quei treni....io purtroppo o perfortuna non ho avuto la possibilità di vedere nemmeno l'ombra di queste mareggiate epiche...mi sono dovuto accontentare di respirare l'atmosfera dell'attesa sedendo con loro sulla sabbia....ed è solo quando li vedi tutti in acqua, formare un cerchio e prendersi per mano urlando i nomi di tutti quelli che da quelle onde epiche nn sono più tornati...che mi considero fortunato a non essere stato presente....per il semplice fatto che io...ci credo.

Aloha



After six hours flying over the stormy pacific, we landed in hawaii, and the idea of recieving a necklace of flowers from local girls was finally really... for the people who were staying at the hilton hotel. For us poor travelers, without an all inclusive booking, we could nothing but our hopes to go and try to find the shuttle to the hotel that we had booked on booking.com. Finally hot weather again, 25 beautiful degrees at night and 30 during the day, giving our relaxing days a nice touch.


I waited a week after i landed in O’hau before to write this post because i wanted to be able to express all my emotions and feeling in one big post.

I’m not going to bore you by telling how beautiful it is here, the tropical fishes, diving, palms that are the background of a deep tourquoise water, wherein mountains reflect themselves, smiling to the sun with the rain forest.. You already Know this…damn, this is Hawaii. What you probably don’t Know, and what i’d love to share with u is how the locals look at u at first, how they call you, how they respect u. Obviously i couldn’t have a long interaction with them considering i’m travelling with my dad, who doesn’t speak english at all and has his abits to respect. I couldn’t take him to surf everyday when he barely Knows how to swim, and i couldn't pretend he waited for me on the beach for hours, but we still found good things to anyway, completing it all with a touch of healthy surf. In this place where you can breath, speak and see only surf.

I was impressed at first by the quantity of japanese on the island. I thought they were asking forgivness after the attack on pearl harbour by bringing money to the islands….but the Hawaiian people are part of the south pacific island culture,.. they are very similar to Tahitian people but then their faces have a faint brush of asian in them... I’m walking on the street and i see this massive Maori tattoo on awesome guys and girls with long dark hair, black eyes and curves…wowowowowow!!!

Then we r in 2011 so u can find everything here, from a student, to retired americans or a tourist who liked the place and so moved here in the heat of the moment.

But there is another species of people around the island, someone who’s waiting for his moment to show up. In Hawaii surf is not like anywhere else in the world i’ve been before. Everything seems to slip here, the sea is calm. In the shops and in the country villages made by these people, they call u folks or bro and u feel like a normal person. You are not anymore a tourist on holiday in waikiki where u go over the border of the North shore. Here the concept of living is based on the sea, their beliefs,.. their power arrives straight from the ocean. There isnt hotesls here, nothing on the beach, no restaurants. Its like when the first Tahitians arrived here, when to avoid the reefs for getting to the beach they invented how to surf with their canoe. It is like everyone is living a suspended life, waiting behind a reef.

Looking at their art, their pictures, at their business and houses, listening to their story…it is like everyone is waiting to meet their god. I realized quickly that here surf is not how i have always looked at it…here it is not a sport… here it is a meeting With your own god. Surf becomes here a mystical experience. Since The first who surfed for fun…Duke…after him hundreds and thousands of people decide every year during the winter season, to sit the north shore’s beaches like Haleiwa, Waimea, sunset, Pipeline…to wait their meeting. Sometimes, There are moments When being a surfer is not enough , doesn’t matter if u have muscles or what u do for a living... When the swell comes in this side of the world we are talking about 20 feet at least but usually 30ft waves braking into a shallow reef and close on your head With the power of a running train. When you are in front of this amazing show…the Only thing that matters is what u believe in and how much. The sea will do the rest. Going to the lineup trying to catch a monster like that is like to put your life on the line ….while you are watching the rising wall underneath, you think how is it possible to make it and deal with that power…if at the end u realize that u made it…the Only thing u want is to do it again and again….

These are only the feelings and stories of people who lived it, of the people who become legends for their achievements here, of the people who died under this power, or the experiences of an eighteen year old who won one of the biggest contests on the island dealing with those waves



Unfortunately i wasn’t there when the swell was…i never saw these epic waves….but i was happy sitting with the locals on the beach, waiting and hearing their stories….and only When u see them in the water, making a circle and holding each other’s hands, yelling the names of those who didn’t come back from the waves…only then you understand...

it was probably lucky i wasnt there when these waves were..

…because…

i believe….

martedì 8 marzo 2011

Seconda settimana di New Zealand by David

Wow. Ciò che mi appare istintivamente in testa mentre mi rivivo con la mente questa seconda settimana è WOW. Il terreno che calpesto si è fatto velocemente più solido e sicuro, i muri che mi circondano hanno cominciato a diventare casa e il feeling che inizialmente non era proprio dei migliori è mutato dolcemente e sta mutando ogni giorno che passa. Precismente il 3 di marzo è successo qualcosa di particolare, qualcuno ha scosso la linea del mio destino, qualcosa ha dato una spinta alla mia esperienza. Alla 10 ero in piedi, doccia fredda, due eggs on toas e via a farsi inghiottire ancora una volta dalla city. Sarà stata un'impressione mia ma veramente sembrava che la gente mi guardasse e sorridesse in maniera differente, sembrava riuscissero tutti a percepire questa mia solarità interna che sinceramente anche io facevo fatica a concepire. Ero carico, potente e positivo. Sono andato al post office per spedire dei documenti e mentre ero li sereno in colonna, immerso nei miei pensieri ho notato questa ragazza, seduta su dei divanetti d'attesa che mi fissava. Ci siamo scambiati un sorriso. Dopo circa 3 minuti ero seduto ad un tavolo poco distante e mentre scrivevo i vari indirizzi e parlavo con questi due ragazzi dall' Uruguay lei si è avvicinata, mi ha lasciato sul tavolo un bigliettino con nome e numero e sorridendo se ne è andata. Si chiama Eve, scrivo seduto sul divano del suo salotto in questo momento. Mi ha offerto casa, lavatrice, doccia, compagnia senza chiedere nulla in cambio. Mi sento fortunato.
Sabato mattina, un'altra giornata positiva. Alle 9 ero in piedi, doccia fredda, 2 eggs on toast e sotto una pioggia incessante, mi sono diretto al car market. L'ho notata subito. Era li anche la scorsa settimana ma costava il doppio. Mi sono avvicinato, l'ho studiata, ascoltata, ho cercato di tirar fuori tutta la mia esperianza per capire che vita aveva vissuto fino al quel momento. L'ho provata. Ci ho parlato. Ho contrattato e si, l'ho comprata. ( Subaru Legacy 1996, 260.000km, 2500cc petrol, 4wd, superwagon, verde foresta, $1600) Ora stiamo insieme, si chiama "diotestradora". E' la mia nuova macchina, la mia nuova morosa, compagna di viaggio e chiacchere, lei è la mia nuova casa. Dopo qualche lavoretto di sistemazione e tanta pulizia siamo praticamente pronti per partire. Mi sento fortunato.
Lunedi sera, una serata spettacolare. La settimana scorsa avevo contattato Roselyn, sorella di Sylvia (nostra nonna di Perth) e avevo avuto l'impressione che, come la sorella fosse davvero una bella persona ma non immaginavo cosi. Alle 7 ero in una delle più belle case io abbia mai visto, con una birra ghiacciata in mano, di fronte ad una vista mozzafiato della città in mezzo a persone dalla gentilezza e cordialità indescrivibili. Abbiamo mangiato pesce fresco, bevuto buon vino e dialogato di vita con la massima serenità. Mi hanno riempito di ottime informazioni, consigli e dritte su questa isola che ora sono ancora più curioso di scoprire, mi hanno regalato una muta adatta per quando surferò in queste fredde acque e un quintale di squisita torta fatta in casa da gustarmi durante il viaggio. Penso di averli ringraziati un milione di volte ma non è ai abbastanza, persone cosi meritano il meglio. Roselyn, Paul, Adam, grazie infinite. Mi sento fortunato.
E la domanda che mi risuona in testa è: "Può davvero essere solo fortuna?"
Probabilmente per un pò sarò assente, vagherò on the road e mi immergerò nel selvatico. Ci risentiamo presto.



Wow. What  instinctively appears in my head if I relive in my mind this second week is WOW. The ground became quickly  more solid and secure, the walls around me started to become a home and the first feeling that it wasn't the best is gently changed and is changing every day. March 3 something special happened, someone has shaken the line of my destiny, something has given a boost to my own experience. At 10 o'clock i was awake, cold shower, two eggs on toas and out to be swallowed again by the city. I don't know what was but my impression has been that people seemed to really look at me and smiled in a different way, seemed  everyone could feel my inner  energie that was difficult to understand also for me. I was full, powerful and positive. I went to the post office to send documents. I was there, immersed in my thoughts,. I noticed this girl sitting on the benches waiting looking at me. We exchanged a smile. After about 3 minutes i was sitting at a table not far and while writing the various addresses and talked with these two guys from Uruguay she approached, she left a note on the table with name and number and she left smiling. Her name is Eve, I writing sitting on the sofa in her living room right now. He offered me the house, washing machine, shower, company without ask anything in return. I feel lucky.
Saturday morning, an other good day. At 9 o'clock I was standing, cold shower, 2 eggs on toast and under a heavy rain, i went to the car market. I noted her immediately. She was there last week but the price was twice. I approached her, I studied her, i listened to her, I tried to pull out all my experience to understand which kind of life had lived up to that time. I tried her. I talked to her. I traded, and yes, I bought her. (Subaru Legacy 1996, 260.000km, 2500cc petrol, 4WD, superwagon, forest green, $ 1600) Now we are together, is called "diotestradora". It 's my new car, my new girlfriend, traveler and chat mate, she is my new home. After some works and a lot of cleaning  we are almost ready to go. I feel lucky.
Monday evening, a spectacular evening. Last week I contacted Roselyn's. She is Sylvia's sister (our grandmother of Perth). I got the impression that, like her sister, she was really a nice person but I did not imagine that much. At 7 i was in one of the most beautiful houses I've ever seen, with a cold beer in my hand, in front of an amazing view of the city, among people with indescribable kindness and friendliness. We ate fresh fish, drinking good wine and dialogue of life with peace of mind. I was filled with good information, advice and tips on this island that  now i'm even more curious to discover, they gave me a wetsuit for when i will surf in these cold waters and a ton of delicious homemade cake to be enjoyed during the trip. I think i thanked them a million times but i feel is never enough to people like this who deserve the best. Roselyn, Paul, Adam, thank you very much. I feel lucky.
And the question that i have got in my head is: "Can it really be just luck?"
Probably i will be absent for a while. I'll wander on the road and i'll plunge myself into the wild. Talk with you again soon.