sabato 17 settembre 2011

Sei mesi e ventiquattro giorni di New Zealand 1

South Island

-East Coast-
Tutto e' pronto, le macchine sono cariche, i serbatoi pieni e l'energia e la voglia di viaggio straripa. Si parte!! Ore 2 pm del 23 agosto i tre pirati piu' scalcinati della terra spiegano le vele e salpano alla vetta di Queenstown (south island) alla ricerca di un tesoro chiamato divertimento puro, relax e bella vita.

Abbiamo raggiunto Wellington in tarda serata e dopo una birra con il grande Andrew (aka Paul, aka un po' meno ma sempre bella bambina) siamo morti sul divano di casa sua. All'alba seguente eravamo gia' attivi e alle 8, con la scricchiolante e arruginita "Interislander" abbiamo lasciato l'isola del nord e iniziato le 3 ore e mezzo di attraversata di Cook Strait verso il grande sud.
Quando il cielo limpido, come un enorme cappello, calza perfetto sulla grande testa bianca di neve delle signore montagne che eleganti vestono un soffice manto erboso verde, maculato qua e la da palle di lana e stendendosi rilassate si lasciano accarezzare i piedi di sabbia scura da sorridenti e soffici onde di cristallo, credo sia proprio giunto il momento di fermarsi un attimo, accostare sul ciglio della strada e prima di memorizzare il tutto sulla mia digitale ritengo dovuto ringraziare. Ammirare lo spettacolo e con immenso rispetto ringraziare Madre Natura per i suoi doni e il Grande Spirito dei Viaggiatori per avermi spinto fin li, li dove la magia sembra pura realta'. Ogni curva uno scenario differente, una diversa emozione, una dedica. Il brother e la sister qualche centinaio di metri piu' avanti sfrecciano veloci sulla striscia di asfalto ma siamo sempre in contatto tramite walking talking e cantandoci canzoni, trovando nomi in codice assurdi e organizzando la settimana ce la viaggiamo in compagnia. Il viaggio prosegue sulla East Coast tra soffici gialle colline, su su fino a toccare il cielo con un dito sulle innevate vette per poi lasciarsi cadere giu' e rotolando su una strada che sembra portarti ovunque tu voglia, aprire i finestrini, riempire i polmoni di sano vento freddo e sentire che tutto il resto e' passato, che tutti i buii momenti sono solo piccoli pesci rossi in una boccia di vetro a mille chilometri di distanza, solo io e la mia macchina che voliamo, mano nella mano, sulle nuvole di questo paradiso terrestre. Raggiungiamo Lake Tekapo che il sole dormiva gia' da ore e con 560 km sulle spalle noi e i nostri cavalli d'acciaio necessitiamo di un rigenerante riposo. Sogni d'oro.
Io uomo non posso chiedere di meglio di una spettacolare alba dipinta sullo specchio del lago per iniziare la giornata, mi fa sentire vivo e pieno di forza. Alla guida. Una lunga scura lingua di asfalto tagliava a meta' la grande vallata di erba secca giallastra, circondata da maestose montagne sporcate di neve. Il sole timido lasciava qualche raggio tra le nuvole e scaldava l'anima. Tutto era perfetto. Mi sono sentito protetto, custodito in questo grande nido e ho provato la pura pace e la vera serenita'. Abbiamo raggiunto la meta dopo 300 km di magia. Davvero peasaggi che ti segnano ed e' stata dura vita per la mia macchina fotografica, il dito ha spinto forte e non le ha dato tanta tregua, tutto sembra gia' disegnato a perfezione, basta semplicemente trovare l'angolazione giusta e scattare imprimendo per sempre un panorama unico e spettacolare nella memoria.



South Island
East-Coast-

Everything is ready, the cars are loaded, full tanks and the energy and desire to travel overflows. 2 pm on August 23, the three most shabby pirates on earth opened the sails and left direction Queenstown (South Island) in search of a treasure called pure fun, relaxation and good living.
We reached Wellington in the late evening and after a beer with the great Andrew (aka Paul, aka a little be less but still bella bambina) we died on the couch of his home. At the next sun rise we were already active and at 8 o'clock, with the creaking and rusty "Interislander" we left the  north island and we started the 3 ½ hours to cross Cook Strait to the big South.
When the clear sky, like a huge hat, fits perfectly on the big white head of snow of the ladies montains who elegant dress a soft green grass, spotted here and there with balls of wool, lying down and relaxed caressed the feet of black sand from smiling and soft waves of crystal, I think it is the right time to stop for a moment, pull over on the side of the road and before to store it all on my digital I had to thank. Enjoy the show with immense respect and thank Mother Nature for her gifts and the Great Spirit for giving me the travelers pushed to here, here where the magic seems pure reality '. Each curve a different landscape, a different emotion, a dedication. The brother and sister a few hundred metres forward are running fast on the strip of asphalt, but we are always in contact by walking talking and singing songs, finding absurd code names and organizing the week we  are always together in company. The journey continues on the East Coast of soft yellow hills, right up to touch the sky with a finger on the snowed peaks and then let us fall down and rolling on a road that seems to take you anywhere you want, opening the windows, fill up your lungs with healthy cold wind and fell that all the rest  is past, that all the darks moments are just small goldfish in a fishbowl thousand miles away, just me and my baby, we fly, hand in hand, on the clouds of  this earthly paradise. We reach Lake Tekapo that the sun was already asleep since hours and with 560 km on the shoulders, ourselves and our horses of steel need a rejuvenating rest. Sweet dreams.Man can not ask better than a spectacular sunrise painted on the lake for start the day, makes me feel alive and full of energy. Driving. A long dark tongue of asphalt cutting in half  the great valley of dry yellow grass, surrounded by majestic mountains painted of  snow. The soft sun let a few rays through the clouds and warmed the soul. Everything was perfect. I felt protected, guarded in this big nest, and I felt this great peace, the pure and true serenity. We reached the destination after 300 km of magic. Landscape that mark you inside and it was a hard life for my camera, my finger has pushed hard and did not give it much rest, everything seems to be already designed to perfection, simply find the right angle and shot it impressing forever a unique and spectacular memory.
















sabato 20 agosto 2011

Tenerife Surf n Turf

Tutto inizia con quella voglia repressa per qualche mese. Da quando sono rientrato dal surf trip lungo le coste americane e soprattutto Hawaiane, ho potuto far mente locale sul significato di uscire in mare….aspettare l’onda giusta…e darle la corsa che merita. Come una persona normale, mi sono state assegnate le ferie….il che già mi fa sorridere. Non che ci sia qlcsa di strano in tutto ciò, ma mi sto divertendo a fare il lavoro che faccio ed agosto è arrivato in un attimo. Sono stati mesi intensi, di amicizie riprese, ore ed ore spese a creare e restrutturare un habitat sereno dove poter passare il tempo che non dedico agli altri. Nonostante tutto, quando mi vengono comunicate le date nelle quali posso disporre del mio tempo senza un limite di orario lavorativo….mi ritrovo davanti al computer con la mia fantasia, in completa solitudine. Una sensazione mista a nostalgia, adrenalina, felicità e tante piccole considerazioni.


Quando mi ripetevo insieme a Davide che tanto una volta tornati nn sarebbe cambiato nulla dell’Italia che ricordavamo….avevamo ragione, infatti: stessi politici, scandali, informazioni che aizzano le paure della gente e la gente che reagisce ancora sempre allo stesso identico modo….all’italiana. Vorrei dire al fratello surfista e a tutti i viaggiatori con i quali ho scambiato opinioni negli ultimi anni, che è tutto vero quello che abiamo sempre pensato….tranne per il fatto che anche la vita dei nostri amici a casa è andata in qualche modo avanti, senza di noi. Il tempo è passato, noi lo abiamo vissuto i un certo modo, coltivando nuove passioni e rendendo il nostro percorso lastricato di sogni realizzati, e mentre tutti mi dicevano che a casa era tutto solito, i miei amici hanno comunque saputo realizzare i loro di desideri. Dopo otto anni che nn vivevo nel luogo in cui sono nato, mi rendo conto che la ricerca dei miei perché, mi hanno portato in direzioni diverse da molti di loro…con destinazioni ancor più distanti. Rientro in Italia con la voglia di spendere ogni secondo del mio tempo libero a incontrarmi con le persone con cui sono cresciuto….e mi rendo conto che in mezzo ho voglia di rivedere chi ho incontrato nei miei viaggi, di ospitare amici provenienti dai più disparati angoli del mondo, di andare a trovarli e magari spendere del tempo con qualche ragazza. E’ ciò che faccio….ma mentre sono sempre li a fissare il computer con il cursore di google che lampeggia e il profumo della pioggia che entra dalla finestra che da sul cortile….penso a quanti amici avrei potuto invitare a fare un po’ di baldoria in vacanza….

Quelli sposati….fidanzati….passioni diverse….con figli…..troppo tranquilli….non gli piace l’acqua….nn piaccio alla fidanzata….wow…..tutto è cambiato da otto anni fa!!!!

Durante i week end non ho nemmeno il tempo di respirare da quante persone hanno ed ho voglia di vedere, sempre tremila cose d fare….per le vacanze non riesco a trovare nessuno che mi si addica…e mi rendo conto di essere diventato intransigente, di avere delle abitudini diverse dalla stragrande maggioranza….perchè poi io voglio sedere li, sulla mia tavola con disegnate le carte da gioco e fare un poker col mare….ho voglia di immergermi in acque limpide ed esser risucchiato nella pancia di nettuno. Ho voglia di far footing presto la mattina e poi far tardi la sera e qualche volta tornar un po’ storto dall’alchool per dormire tre ore e poi andare direttamente a surfare e sentirmi come nuovo appena passo sotto alla prima onda.

Mando qualche messaggio su facebook pubblico uno status felice….ho i miei tre o quattro commenti immediati che mi rendon felice e fanculo tutto….non c’è altro posto in cui vorrei stare che non sia l’oceano….ma non ho grandissime disponibilità al momento quindi scorro le destinazioni della Ryanair e bada boom: Portogallo o Tenerife…..controllo i surf camp ed i costi degli appartamenti….le previsioni per le onde di agosto….sembra che la situazione sia piuttosto tranquilla in tutti e due i posti, il grafico da un po’ più perturbato vicino alle Canarie…e quindi Tenerife sia.

Nelle due settimane d’attesa mammina si aggiunge al trip dato che avremo cmq dovuto andare a Valencia da programma…l’idea ormai nn mi spaventa più, dopo averla fata scorrazzare x l’Australia ed averla sistemata a guardarmi davanti alle onde atomiche dell’Indonesia…è vaccinata e pronta alla partenza.

Il posto…turistico…gli unici hilights…un paio di paesini di montagna e un rstorante al quale ci abboniamo….senza contare il tax free che ci permette di regalarci un po’ di elettronica a basso costo. ONDE…..forse nettuno ad agosto è andato in ferie anche lui….mi ritrovo ad aspettare 3 piedi d’onda x 3 o 4 gg e poi finalmente oggi, nel mio ultimo giorno qui, come al solito sono passato davanti al mio spot preferito e cazzo avevamo un metrino e mezzo di onda piena dall’alta marea che rompeva dritto dritto du un mucchio di rocce ed alghe….

Riscopro finalmente quell’energia che spiega ogni volta il perché amo questo sport….onda dopo onda, sensazione dopo sensazione non c’è spazio x nessun altro al momento nella mia vita, l’oceano è tutto attorno a me.

Insieme a qualche surfista locale mi son sputtanato al massimo tra sorrisi e complimenti accennati dal solo sguardo….fino a che uno di loro mi raggiunge e mi chiede se perfavore gli faccio prendere qualche corsa xchè ero praticamente su tutte le onde…..rido e chiedo scusa….“ma sai mate…avevo degli arretrati!!!!”









venerdì 19 agosto 2011

Cinque mesi e ventisette giorni di New Zealand

Ho la mia montagna da scalare, la mia vetta da conquistare, il mio personale sacro obbiettivo da raggiungere.  Tra insidie e demoni,  tra gioie e anime, un passo dopo l'altro, compio il mio cammino sognando un futuro di luce, vivendo il momento e marcando la mia storia. Un passo dopo l'altro, proseguo sulla via, sorretto dalle maestre esperienze e dall'amore di chi c'e',  nella continua ricerca della  massima felicita' personale.
Cerco come sempre di riportarvi, nel migliore dei modi, cio' che respiro, assaporo e vivo ogni giorno. Cerco di trasmettere a Voi lettori il suono del mio battito cardiaco e l'energia del mio spirito. Cerco di  trasportarvi qui, nella mia realta' e descrivendola spero di fare in  modo di darvi uno spunto cosi' che' anche Voi possiate staccare la spina per un attimo, uscire dal tunnel della normalita', aprire le vostre ali indolenzite e volare in un posto magico, lontano dai rumori, lontano dai pensieri, lontano dai dolori, un posto che solo Voi, impugnata la matita della vostra mente, potete disegnare a vostro piacimento. 
Mi sento come una pietra scagliata da una mano gigante, ruzzolata proprio li, esattamente li dove voleva arrivare.  Mi sento come un aereo che per qualche motivo sconosciuto  e' stato costretto ad un atterraggio d'emergenza ed e' giunto  precisamente a destinazione. Mi sento come un bambino che, scivolando giu' nel burrone e rotolando, rotolando si e' ritrovato in una  valle di cioccolata.
A volte rido da solo. Non mi era mai capitato prima. Faccio una corsa nella mia mente e prendendo a calci in bocca tutto cio' che vuole macchiare di grigio questo sole, rido, rido e mi sento sollevato, mi sento pieno di energia e gioia. Non mi era mai capitato prima.
Avvolto in una serena quotidianita' passo le giornate lavorando duro e preparandomi per la tanto attesa vita on the road. Sono qui per viaggiare e fin'ora ho solo lavorato. Il rapporto con Ben, Ima e tutto il resto del gruppo si fortifica ogni giorno di piu' e sono decisamente parte della famiglia ormai.  L'inverno e' da un po' giunto a rinfrescare le giornate e a stendere una sottile strato di ghiaccio in queste tipiche invernali limpide notti stellate.  Durante il giorno il cielo e' azzurro e il sole vivo. Le temperature variano in media da un massimo di 15'C ad un minimo che va sotto lo zero. 
Con frenetica ansia abbiamo atteso che il Bianco Spirito donasse ai monti neve sufficiente per poter sciare. Da casa ho ricevuto tutta l'attrezzatura necessaria e, finalmente, il 17 luglio, siamo stati accontentati. Monte Rapehu e' stato lo scenario, a dir poco magnifico, che ci ha circondato. Uno splendido sole attutiva i -4'C e regalava luce viva alla vallata, il vento sulle vette piu' alte graffiava dolcemente il viso, ad ogni risalita una persona diversa con cui scambiare una piacevole chiaccherata e ad ogni discesa un' intensa vibrazione dalle testa ai piedi,  un'emozionante sensazione liberta' e un piacevole pensare a casa e ai momenti sulla neve con la crew. Decisamente una giornata da ricordare.
Il 24 agosto tornero' sulla strada madre, mi rimettero' al volante e spinto dal vento dei viaggiatori ricomincero' il mio viaggio. Con Ben ed Ima andremo diretti a Queenstown (io con la mia macchina)  e spenderemo la' una settimana in compagnia di amici dopo di che loro torneranno a casa e io lentamente mi gustero' ogni metro di questa magica terra. Vivere in una macchina non e' affatto semplice, bisogna ottimizzare gli spazi mantenendo pero' un certo confort ed e' cosi che, con l'indispensabile, professionale e ineguagliabile aiuto del fratello "Ben the master builder", in due intensi giorni, l'opera d'arte e' stata creata. Letto superconfortevole 1800cm x 715cm con piano scorrevole adibito a cucina e cassettone portavestiti il tutto costruito con precisione millimetrica. Immaginavo che saremmo riusciti a costruire qualcosa di qualita' ma mai avrei pensato ad un risultato di cosi elevata precisione, duttilita' ed estetica. Si potrebbe onestamente valutare l'idea di un nuovo futuro business. Grazie infinite bro.
Quando qualche settimana fa, parlando di sport, e' saltato fuori che gli All Blacks avrebbero giocato contro il South Africa nel weekend seguente a Wellington, ho pensato a quanto sarebbe realmente stato intenso assistere ad un match di tale valore e nonostante sia in fase di grandi risparmi ho deciso di vivermi l'esperienza valorizzando ilfatto che un'occasione del genere non capita tutti i giorni. Siamo partiti venerdi all'ora di pranzo. Io, Ben ed Ima, come sempre. Dopo circa cinque ore di magnifici paesaggi tra laghi, monti e vallate siamo giunti a destinazione. Wellington e' la capitale ed e' anche la citta' piu' artistica. Avevo grandi aspettative e di certo, le luci, `la gente, i palazzi e i locali, il tutto avvolto in un vortice di diversi stili, colori e prospettive mischiati con armonia tra loro, non mi hanno lasciato deluso. Ad attenderci e a rendere tutto il weekend speciale garantendoci accomodation, belle sensazioni e divertimento epico c'era Andrew (AKA Paul, AKA Mr Bella Bambina... but of course) amico d'infanzia di Ben, trasferitosi nella city per lavoro. Il venerdi sera ci siamo lasciati naufragare in un mare di alchool, approdando di bar in bar e di club in club fino ad un livello tale da riuscire ad avere una seria conversazione con una ragazza che beveva cocktale da una theiera, riguardante l'ambiente e i piani antiinquinamento che io, studioso geologo, stavo promuovendo in Auckland nella salvaguardia della Nuova Zelanda, terra troppo pura per essere contaminata. Magnifico. Il sabato e' iniziato con un ottimo mal di testa alleviato con una gran colazione in un locale sulla spiaggia e un piacevole tour della citta'. Verso le 17:30 era finalmente ora di dirigersi allo stadio per la tanto attesa partita. L'adrenalina pulsava come se dovessi giocare io. Fila E posto 129. A cinque metri da me All Black e South Africa, due tra le migliori squadre del mondo. I brividi, l'eccitamento e l'energia che la famosa Haka mi hanno donato sono unici ed esclusivi. Una potenza ineguagliabile. La partita ha regalato a tutti noi notevole qualita' tecnica e spettacolare intrattenimento, gli All Blacks si sono aggiudicati la vittoria per 40 a 7 e noi tra birre e fotografie, urla e sbandieramenti, ce la siamo goduta al 100%. La domenica e' passata in relax tra chiacchere e negozi. Qualche amichevole abbraccio di arrivederci e via, lenti verso casa tra canzoni e risate rivivendo momenti di un weekend che con la sua semplicita', in compagnia di persone dall'immenso valore e grande cuore, si e' meritato gli aggettivi unico e indimenticabile.
Il 5 agosto erano 26 anni che ci sono e la famiglia Hardie non si e' fatta mancare l'occasione di farmi sentire l'uomo piu' fortunato del pianeta con tradizionale colazione, perfetti regali e cena al ristorante italiano. La mia gratitudine e' e sara' per sempre immensa.
Il tempo passa per tutti, la giostra gira e si cambia, si cresce rimbalzando tra gli avvenimenti e le situazioni che la vita ci regala. Tra un cespuglio di capelli e una barba vagabonda i soliti due occhi azzurri, un naso e un naturale sorriso, si, sono io che qui, da qualche parte in questo mondo che in fondo non e' cosi immenso, con tutto il cuore, vi auguro la massima felicita' possibile.  

Five months and twenty-seven days of New Zealand

I have my own mountain to climb, my summit to win, my personal sacred task to reach. Among demons and pitfalls, smiles and pure souls, step by step, fulfill my trip dreaming a future of light, living the moment, and marking my story. One step after another, i' keeping going on my way, supported by the experiences that are my teacher and by the love of who is with me, in the continual searching of my personal happiness.I try to bring to You as always, in the best way possible, what I breath, live and taste every day. I try to transmit to You readers the sound of my heartbeat and the energy of my spirit. I try to bring You here, in my reality and describing it, I hope to give You a push such that even You can unplug it for a moment, escape from the  tunnel of the "normality ", open your  aching wings and fly in a magical place far from the noise, away from the thoughts, away from pain. A place that only You, with the pencil of your mind, can draw as You like. I feel like a stone thrown by a giant hand, tumbled right there, exactly where he wanted to arrive. I feel like a plane that for some unknown reason, was forced to an emergency landing and he reached precisely the target. I feel like a kid, sliding down into the ravine and rolling, rolling, he found him self in a valley of chocolate. Sometimes I laugh by myself. It never happen before. I,m going for a run inside my head and kicking everything wants to cover of gray this sun, I laugh, I laugh and I'm relieved, I feel full of energy and joy. It had never happen before. Wrapped in a peaceful everyday life i spend my days working hard and preparing for the life on the road. I'm here to travel and so far I have only worked. The relationship with Ben, Ima and the rest of the group grows stronger every day more  and i really feel part of the family. Winter is come to refresh our days and spread a thin layer of ice in these typical winter clear nights full of stars. During the day and the sky is blue with a bright sun. The average temperatures vary from a maximum of 15'C at a minimum that goes below zero. With frantic anxiety we waited that the White Spirit donate to the Mountains enough snow to ski. From home, i received all equipment  necessary  and, finally, July 17, we been satisfied. Mount Rapehu was the wonderful stage, that surrounded us. A beautiful sun muffled -4 'C and gave brighting light to the valley, the wind on the highest peaks was gently scratching the face, every way up a different person to exchange a pleasant chat and every down an intense vibration from the head to the feet, an exciting feeling of freedom and a think about home and the moments in the snow with the crew. Definitely a day to remember. On 24 August I'll be back on the mother road, I will be at the steering wheel and, pushed by the wind of travelers i will start again my trip. With Ben and Ima i'll go direct to Queenstown (me with my car) and we will spend the week there with some friends. After they'll come home and I'll slowly relish every inch of this magical land. Living in a car is not  easy, you must optimize the space  keeping a comfort and so, with the indispensable, unparalleled, professional help of the brother "Ben the master builder", in two intense days, the "art work" was created. 1800cm x 715cm super comfortable bed with sliding table used as a kitchen drawer for the cloths all built with amazing passion. I figured that we could build something of quality but I never thought a result of such high precision, utility and aesthetics. We could honestly consider the idea of ​​a new future business. Thank you so much bro. When a few weeks ago, talking about sports, turned out that the All Blacks were going to play against South Africa in Wellington the weekend later, I thought it would be really intense to see a match like that and, no matter the big savings time i decide to live the experience even because an opportunity like this doesn't happen every day. We left Friday at lunchtime. Me, Ben and Ima, as always. After about five hours of beautiful scenery with lakes, mountains and valleys we arrived. Wellington is the capital and is also the more artistic city .I had big expectations and for sure, lights,  people, buildings, all wrapped up in a whirlwind of different styles, colors and perspectives mixed with harmony between them, haven't left me disappointed. To wait us and to make all weekend special, warranting accommodation, good feelings and epic fun was Andrew (AKA Paul, AKA Mr. Bella Bambina ... but of course) a Ben's childhood friend, moved into the city for work. On Friday night we been wreck in a sea of ​​Alcohol, landing from bar to bar and club to club up to a level that i been able to have a serious conversation with a girl who was drinking a cocktail in a tea pot concerning the environment and the anti-pollution plans that i, expert geologist, was promoting in Auckland for  the preservation of New Zealand, land too pure to be contaminated. Magnificent. On Saturday started with a great headache relieved with a great breakfast in a bar on the beach and a pleasant tour of the city. At about 17:30 it was finally time to head to the stadium for the game. Adrenaline throbbed as if i was going to play. Line E seat 129. At five meters from me All Blacks and South Africa, two of the best teams in the world. The chills, the excitement and the energy that I had from the famous Haka are unique and exclusive. A unique power. The game gave to all of us great quality, technical and spectacular entertainment, the All Blacks won with a score of 40 points on 7 and us, between beers and photographs, shouts and flag-wavers, we enjoyed it 100%. Sunday passed chatting and relaxing between shops. Couple of friendly hugs, goodbyes and go, slowly on the way home reliving moments between songs and laughs about a weekend that with his simplicity , in the company of immense value and great heart people, deserve the adjectives unique and unforgettable. On August 5 they were 26 years that i'm alive and the Hardie family didn't miss the opportunity      
to make me feel the most lucky man of the planet with a traditional breakfast, perfect gifts and dinner at the Italian restaurant. My gratitude will be forever immense.

The clock is ticking for everyone, the carousel turns and we are all changing, we grow up bouncing between the events and situations that life gives to us. Between a bush of hair and a vagabond's beard the usual two blue eyes, a nose and a natural smile, yes, is me who from here, somewhere in this world that is not so immense, with all my heart, i wish to all of you the greatest happiness possible.
























martedì 26 luglio 2011

Quei giorni in cui parlando, l'iterlocutore ti blocca con un....."si vede che sei felice"



Alla volta dei quattro mesi dopo il mio rientro in patria comincio a tirare un pò il fiato, a tirare le somme di quanto inevitabilmente si sia compiuto negli ultimi anni. Faccio una vita incredibile, con un lavoro che mi piace e mi stressa da morire, ho ritrovato la mia famiglia i miei amici.....ho ritrovato gli occhiali da vista. Che forte poterci vedere, ciò che prima era torbido e indefinito ora si identifica....le mie piccole paure e tutti i fastiti....boom....spariti....che magia....che spettacolo. Ho realizzato il mio sogno di avere amici anche dall'altra parte del mondo, saper parlare l'inglese, aver assaggiato cibi lontani e tutto ciò che si estrapola da un viaggio. Poi succede anche che diventi più sensibile, capita anche alle bestie come me di sentire la mancanza di un amico anche quando nn lo vedi per soli due giorni, di aver voglia di abbracciare tua sorella anche se nn l'avevi mai fatto prima....di sentirti in imbarazzo quando una sua amica ti chiede di essere appesa al muro e sorridere con la sua generazione davanti a uno spritz mai così dolce. Succede che mi alzo la mattina con l'energia ti un toro di Pamplona e sorrido al mio cane mentre vado a lavarmi la faccia e lui gardandomi cerca di parlare, perchè quella belva è umana. Poi mi verso il latte fresco appena munto e mi sparo i cereali che mangiavo ance nel van mentre ero nel deserto australiano....
Ogni azione che compio durante la mia giornata ha un sapore diverso, una sensazione strana di soddisfazione effimera....che cazzo di parole uso, si vede che è un pò che nn leggo....sono troppo inpegnato a sorridere, ad esser pieno di me e a riscoprire che essere mancato da qui da praticamente otto anni, è come ricominciare una nuova vita all'estero...
Ci son giorni nei quali vorrei ancora svegliarmi e spostare la tenda cercando le creste bianche che infrangono sul reef.....alzarmi....versare i mueslei ed il latte della Home Brand....e dare uno scossone al van per buttar giù dal letto il compagno surfista. Sono solo piccole sensazioni....che prima erano sogni...e adesso fanno parte di un libro aperto scritto dentro me....la cosa fica, è che lo posso leggere quante volte mi pare.....a volte lo posso anche cambiare a seconda dei ricordi....la cosa più bella di questo libro: l'ho scritto io!

mercoledì 15 giugno 2011

Tre mesi e vent' otto giorni di New Zealand





Inizio scusandomi per la mia lunga assenza dal blog giustificata semplicemente dal fatto che non mi e' semplice utilizzare internet specialmente adesso che il mio lap top e' definitivamente deceduto.
Sabato 07 maggio e' la data che segna i principali cambiamenti nella mia quotidianeita' e probabilmente anche, in parte, nel mio futuro. Alle 11:00 di mattina sono arrivato al rugby club. Alle 12:00 ero in campo a scaldare corpo e mente. Alle 13:00 il fischio di inizio. La partita proseguiva alla grande con un buon livello tecnico e sportivita'. A meta' del secondo tempo l'ala avversaria, penetrata la linea difensiva, correva veloce sulla fascia. In quanto Full Back era mio compito impedire che andasse in meta. Ero fuori posizione e ho spinto 110% per raggiungerlo. L'ho placcato ma al momento del contatto la mia spalla destra non ha resistito. Sono uscito dal campo e mi sono seduto dolorante chiaramente consapevole che la spalla era dislocata. Tra dolore preoccupazione e rabbia ho atteso l'ambulanza. Mi e' stata somministrata doppia dose di morfina e mi e' stata fatta inalare un'intera bombola di "gas rilassante" e una volta giunti in ospedale, raggiunta l'incoscienza, mi hanno rilocato la spalla, fasciato il tutto e rispedito a casa.
Le prime due settimane, causa potenti antidolorifici, ho mangiato davvero poco e se riuscivo a dormire 4 ore a notte era un miracolo. Un po' un inferno. Il dolore era persistente e la mia inabilita' mi recava nervosismo, tensione e preoccupazione per il mio avvenire.
Ben, Ima, Robert, Bronwyn e Tom mi hanno fatto il regalo piu' bello: hanno garantito, con la loro semplicita', naturalezza, bonta' e cordialita', il proseguimento del mio sogno trattandomi come un figlio e un fratello hanno cucinato per me, mi hanno accudito e si sono presi cura in cambio di un sorriso.
Robert mi ha anche permesso di guidare il trattore durante la raccolta, garantendomi cosi un buon stipendio settimanale. Da allora sono nominato "the one arm italian driver" o la maggior parte delle volte "the italian son".  Adesso la spalla e' molto meglio, continuo a fare sedute settimanali di fisioterapia e agopuntura e secondo i medici tra 6/8 mesi saro' di nuovo abile al 100%. Alla famiglia Hardie va tutta la mia piu' profonda gratitudine.
Mercoledi 08 giugno la raccolta e' terminata. Fino a fine giugno saro' comunque impegnato con la potatura, con la legna e altri lavori del settore. non ho ancora un'idea perfettamente chiara di come organizzero' i successivi due mesi, credo che mi prendero' una vacanza e gironzolero' un po' per l'isola del sud, intanto aspetto con ansia la restituizione delle tasse australiane e mi godo i primi seri venti invernali.
Un caloroso abbraccio a tutti, infiniti auguri di buon compleanno a mia sorella Erica e le mie congratulazioni al mio grande amico Mirko per il suo matrimonio


Three months and twenty-eight days of New Zealand




I'm starting by apologizing for my long absence from the blog simply justified by the fact that is not easy to me have the opportunity to use internet especially now that my lap top is died. 



Saturday May 7 is the date that marks the major changes in my daily and probably, in part, in my future. At 11:00 I arrived at the rugby club. At 12:00 I was in the field to warm up body and mind. At 13:00 the starting whistle. The game was great with a good technical level and sportsmanship . In the middle of the second half the opposite wing, penetrated the defensive line, was running fast on the side. As full back was my job to prevent that would go in goal. I was out of position and I pushed 110% to reach him. I stopped him but at the contact my right shoulder couldn't resist. I walked out the field and sat in pain clearly aware that the shoulder was dislocated. In pain and angry I waited for an ambulance.  They gave me double dose of morphine and I inhaled an entire bottle of "relaxing gas" and once in hospital, unconscious, they relocated my shoulder, wrapped the whole thing and sent me home The first two weeks, due to strong painkillers, I didn't really eat much and if I could sleep 4 hours a night was a miracle. The hell. The pain was persistent and my inability made me nervous and worry for my future. Ben, Ima, Robert, Bronwyn and Tom gave me the best gift: they guaranteed, with their simplicity, naturalness, goodness and friendliness the continuation of my dream, treating me like a son and a brother, they cooked for me, took really care of me for a smile in return. Robert has also allowed me to drive the tractor during the picking hours guaranteed like this a good weekly wage. Since then they call me "the one arm italian driver" or most of the time "the italian son". Now the shoulder is much better, I still do weekly sessions of physiotherapy and acupuncture and to doctors saying in 6 / 8 months i'll be 100% able again. To the Hardie's family goes all my more deep gratitude. Wednesday, 08 June, the picking is finished. Up to the end of June I will be anyway busy with pruning, with firewood and other farm's jobs. I have not yet a perfectly clear idea about ​​how to organize the next two months, I think I'll take a holiday  around the South Island. By now i'm waiting tax back from Australia and I'm enjoying the first serious cold winter winds. A big hug to all of you, happy birthday to my sister Erica and congratulations to my good friend Mirko for his marriage.