sabato 4 settembre 2010

post senza titolo

la vita, la mia vita, prosegue serena, costante, piena. qua c'è rumore ma dipende sempre se vuoi acoltare o solo sentire. sono sereno, in pace, un pò stanco. Albert sta cavalcando il grande blu. i giorni scivolano veloci sulla pelle che sotto 28 invernali gradi, pioggia, sudore e polvere sta diventando un pò ruvida. è ormai un mese che raccolgo ananas per sopravvivere. è un lavoraccio ma mi permette di guadagnare e di concentrarmi su me stesso. ho condiviso il van con Karim per un periodo e adesso sono solo, solo con me stesso e la cosa è strana ed interessate. sveglia alle 5.40, alle 6 sono nei campi e fino alle 16.30 non mollo, solo un ora di pausa pranzo giusto per non morire. lavoro duro e lavoro bene e i boss lo sanno. mi hanno piazzato in fondo alla fila dove il numero dei frutti da raccogliere è maggiore e dove il supervisor non viene a controllare. si fidano, sono una sicurezza e nel mio piccolo, nonostante so che è un lavoraccio di merda, mi coltivo le mie lievi soddisfazioni e sorrido nel sentir dire " the italian fella at the end is doing fucking well". nel weekend rientro in zona "vita" e condivido qualche momento con il compagno Matt ( impegnato a far vedere cosa sa fare dietro al bancone di un bar ad una menager sclerata), qualche serata con la magica compagnia di Varcity e quando me lo consente qualche intima ora con Nettuno e le sue dolci fanciulle. questo è un post senza titolo perchè non c'è niente a cui poter dare un nome, non ce ne neanche bisogno, è la semplice vita che prosegue contornata di sentimenti, emozioni e momenti che nella loro normalità arrivano e anche se lievi, segnano con dolcezza la mia esistenza. http://www.youtube.com/watch?v=Oa8m27uGWgE questo video e altre foto sul mio profilo di facebook...giusto per darvi un'idea.

giovedì 26 agosto 2010

Dondolii senza tempo pictures

I primi giorni, le prime ore di un'avventura in mare "....dove Murphy nn dorme mai, la cipolla abbonda.....e poi muori..."

martedì 24 agosto 2010

Australia - Indonesia "Dondolii senza tempo" parte1

Un anno fa la prima leggevo la prima mail di Claudio nella mia ex casa di Perth. sembrava stesse cercando qualcuno x aiutarlo a portare il suo catamarano Katana 42 dall'Australia all'Indonesia. Dopo qualche mese mi chiede di fare una conferenza su skype e mi fa un terzo grado alle mie cinque del mattino, cercando di capire che tipo ero. (sarebbe dovuto venire con gli scienziati) Io continuo il mio viaggio verso la est coast australiana...mi stabilizzo nel noioso inverno di Mooloolaba dovo a parte il week end nn rimane che spararsi...ma a volte si surfa. Sono in biblioteca su internet, dove tutti noi backpacker andiamo a strafogarci di facebook x vedere se qualcuno ci caga e se il mondo ci ha tagliati fuori. Mi diverto troppo ad andare a navigare in biblioteca x scrivere il blog, leggere mail, taggare foto....e sentire le scuse di Karim che mi vuole convincere che lui nn e' sempre su facebook ma che vali x leggere mail e news dalla Francia....chissa xchee' qlcno si vergogna a dire che ormai fa pare del "social network". Una mail da Claudio, l'ennesima, nn e' convinto di imbarcarmi ma mi lancia l'ultimatum...."sono a Darwin set prossima parto x l'Indonesia, dammi risposta entro qlche ora se seidei nostri con foto dei documenti allegate " Ho trovato lavoro nel frattempo, una ragazza che mi piace ma nn mi fila e cmq i miei amici e il surf...con calma controllo i biglietti aerei, mi faccio prestare la carta di credito dal fratello Davide che e' li innocuo di fianco a me a guardare il parto di una decisione importante. Indolore: Brisbane - Darwin 3 ago 2010 ore 9.45p.m Sono in. Non riesco a dormire una volta arrivato a Darwin, il pavimento dell'aeroporto nn e' morbidissimo e sta cazzo di voce nn smette mai di annunciare aerei. Finalmente vien mattina e mi fiondo sul primo autobus che dato l'orario mattutino si ofre di portarmi proprio di fronte al molo, carino no! Lancio l'sms ad ANDROMEDE (SI LEGGE ALLA FRANCESE NN E' UN ERRORE) e faccio una foto ai miei bagagli...sul pontile. Claudio arriva con il tender ed in un paio di minuti metto i miei piedini a bordo dove conosco liutenente Massimo e cuoco Riccardo. Non c'e' feelings con nessuno dei tre cosi' di primo acchito, ma avremo tempo....molto tempo. Una volta sistemate burocrazia e cambusa, si e' fatto il sei di agosto, ed alle ore 13.15 lasciamo Darwin, destinazione Benoa (bali). Sono un po' nervoso, ho dovute mentire alla famiglia e, x non farli preoccupare ho raccontato ero in un isola australiana senza copertura telefono, ho informato 4 amici di quel che stavo facendo e dato una scdenza dopo la quale potevano cominciare a preocc. e per me inoltre e' la prima esperienza di mille miglia filate in parti del mondo dove burrascate e pirati nn sono nuovi a nessuno. Per i miei "crew mates" niente di eccezzionale ma una sostenibile routine....per me che ogni volta che son montato in barca era x ua regata...il non dover settare le vele o prendermi cura di qualcosa mi mette subito a dura prova. Il mare si ingrossa e noi proseguiamo a piu di 10 nodi, le onde lunghe dell'oceano indiamo sembrano collinette che fanno la gara a raggiungere la nostra poppa...sollevarci per poi lasciarci cadere giu con la senzazione che la barca vada all'indietro....ma i nostri venti costati equatoriali nn ci mollano e alla fine si procede sempre. Dopo il primo giorno ero ncora irrequieto...i primi turni di notte senza autopilota mi facevano sentire il perche' ero li, ma sembrava che la barca andasse dove voleva lei...cercavo di tenere un grado di bussola ma il mare ed il vento erano come delle scimmie dispettose e la ruota del timone a volte mi pareva quella della fortuna....riprova a girare magari ci becchi. La mattina seguente ho vomitato e n sono stato benissimo fino a sera...lo so che il mare voleva castigarmi...ma dpo una notte insonne...avevo il turno dell'alba....appena ho potuto guardare lui ed il sole in faccia....gli ho parlato, seduto come un pinguino sul giardinetto vicino al timone...ho spento l'ipod e nn e' nenche servito lui rispondesse...cominciavo a comprendere il suo linguaggio, fatto di piccole smorfie e movimenti sinuosi, il suo rumore cambia con il vento...il suo aspetto e'come quello di una donna che si rifa il trucco o si cambia vestito tre volte al giorno...stavamo flirtando...e le nostre chiaccherate mentre ero nei turni di timone erano intense e davvero privatissime. Alla fine credo pure che gli piaccio. (in fondo a chi nn piaccio) (ovviamente scherzo) Ho cucinato, pescato due tonni e parlato con tutto quello che era possibile parlare, mi sono letto due libri, scritto due diari e goduto i momenti di silenzio notturni. La cosa che ho amato di piu': "in mare nn esistono momenti di silenzio....lui e' un chiacchierone...." Parla piu' di me...ma nn ti stancheresti mai di starlo ad ascoltare, soprattuto quando con piccoli gesti ti ipnotizza e ri rende suo...puoi percepire cose che nn avresti mai creduto prima...uno stpostamento di vento, di corrente, le stelle... e le nuvole diventano dei riferimenti....sono quei momenti che a volte ti riportano a casa sano e salvo...perche' riesci persino a schivare le barche di pescatori indonesiani che in notturna girano alla deriva senza luci...."

mercoledì 4 agosto 2010

5 Agosto 2010

http://www.youtube.com/watch?v=OJAwb2yuvCE Una raccolta di vecchie foto, un semplice pensiero e un sentito ragalo nel giorno del mio 25° compleanno. Dedicato a tutte le persone che hanno fatto di me ciò che sono e che mi hanno sostenuto e mi sostengono tutt'ora in questo viaggio della vita. I miei più sinceri e affettuosi ringraziamenti. David.

domenica 1 agosto 2010

Gocce di memoria....

Dopo un sacco di avventure e momenti indimenticabili....ADAM sta conoscendo la pura e crudele natura del viaggiare....le persone seguono i propri sogni e la loro via...si entra e si esce dalle vite di altri leggeri come farfalle al vento....a presto raga....ADAM forever!!!!
Alberto
(causa problemi di visualizzazione, digitare in youtube "ADAM's experience" video di apperol83)

mercoledì 14 luglio 2010

Primi feelings from the East coast....Cairns... e more south.

Eravamo preparati a trovare qualcosa di diverso, tutte le nostre aspettative erano riguardanti party a tutte le ore, posti un pò alla moda....la grande barriera corallina ed un sacco di divertimenti su cui lanciarsi. Stimo ancor viaggiando con i nostri amici tedeschi Kay e Katherina, i due francesi Antoine e Karim e un paio di ragazzi Martin e Charlotte a cui stiamo dando un passaggio da Darwin fino a Cairns. Abbiamo deciso di percorrere la Savannha way x raggiungere la prima città della nostra avventura sulla east coast....
L'atmosfera è un pò tesa, sono parecchi giorni che stiamo solamente guidando, il territorio attorno a noi è praticamente deserto, fatto di erba alta un metro color paglia. Kilometri e kilometri di nulla con ogni tanto un "paesino" costituito da una petrol station che spesso funge da post office, ufficio delle tasse, supermarket, e negozio di vari ed eventuali. Come ci siamo allontanati dalle coste del Western Australia e di Darwin, sfortunatamente anche le docce pubbliche sono calate drasticamente, ad eccezzione di qualche road house che le offre, tutti sentiamo sempre il costante bisogno di una bella insaponata. Ci rendiamo conto di com'è importante mantenere un sano equilibrio famigliare quando si viaggia in tanti e spesso ci stupiamo di come tutti cooperino x mantenerlo. Scambiamo i posti di guida, i letti, le nostre conoscenze, ci conosciamo meglio e leggiamo molto. Bill Bryson, Dan Brown, Neil Strauss e Fabio Volo diventano parte delle nostre giornate nell'outback insieme a panorami che putroppo ormai nn ci lasciano più a bocca aperta. Il viaggio sin qui è stato lungo e davvero stupendo, ma tutti noi quando ci guardiamo negli occhi abiamo come un pensiero unico che ci accomuna.
"Avremmo dovuto visitare prima la east coast invece di arrivare a Perth"
Arrivo in Queesland. David ha finalmente chiuso il loop, infatti raggiungendo Cairns può affermare di aver visto tutta Australia (sommando i tre mesi spesi sulla east coast, south coast e outback fatti nel 2008). Non accade tutti i giorni di vivere un sogno e di poter portare a termine un "progetto" tanto desiderato come questo. Si può affemare che per ricordare un grande momento bisogna fare qualcosa di grande. 3 ore di sano dolore e qualche centinaio di dollari e sotto pelle il ricordo di una magnifica esperienza.
"Ne approffitto per ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuto nella realizzazione di questo mio grande sogno e per ringraziare il mio travelmate, nonchè spalla, nonchè wavemate e assolutamente fratello Albert.
La Rain Forest ci accoglie sulle coste del Queensland, è stupenda e fittisima, il brutto tempo ci accompagna ormai da qlche giorno e rende tutto un pò più difficile....la nostra voglia di città è tanta che un un baleno veniamo risucchiati dal circuito divertimenti di Cairns. Pubs, clubs, girls, alchool....una corsa sul lungomare ed una passeggiata alla marina il giorno successivo e tutto il gruppo si ritrova seduto al night market su poltrone da massaggio. Guardandosi e chiedendosi che altro potevamo fare in città se nn aspettare il week end. Ci sentiamo un pò vuoti, come scatole che arrivano in un luogo dove se nn si spende una fortuna in tour, giri in barche supersoniche o se nn ci si lancia con il paracadute, c'è ben poco da fare. Dopo aver vissuto più di mezza Australia, abbiamo come la sensazione di essere stati un pò frodati da tutte quelle voci che in Europa raccomandano di andare solamente nella costa est xchè è quella dove ci si diverte di più. Adesso come adesso nn ci bastano più due pasti a dieci dollari ed un pò di alchool x ritrovare in un luogo caratteristiche che lo definiscano. Questo probabilmente uno di quei post che uno nn si aspetta ma che fanno parte di un viaggio che attraversa molti stati e che soffre di alti e bassi...
Dalla piccola tenera Piovosa Cairns ci siamo spostati un pò a nord per visitre Cape Tribulation. il posto è di certo bello, selvaggio e avventuroso ma la pioggia e le dense nuvole sopra alle nostre teste ci scaricano le batterie a tal punto da evaquare la zona al più presto. in un giorno facciamo quello che con il meteo ideale avremmo potuto fare in una settimana e torniamo a Cairns. Li salutiamo con un caloroso abbraccio Charlotte (la ragazza Belga a cui abbiamo dato un passaggio da Darwin a qui) e diamo il benvenuto a bordo a Larissa che da programma starà con noi per circa una settimana o poco più. I giorni passano veloci, c'è poco da visitare fare vedere. Il grigio ci annienta e neutralizza e il piede è costante sull'acceleratore spinto dalla pioggia e dal freddo. E' un peccato perdere l'occasione di visitare bei paesi ma cosi sarebbe veramente tempo sprecato.
Noosa Head ci regala uno spiraglio di luce. il meteo è un pò meglio e le onde cominciano ad essere surfabili. Ci spostiamo un centinaio di kilometri a sud. Sono ormai sette giorni che siamo a Maroochydore e Moololaba (85km north di Brisbane). Bella località, onde da favola, il sole va e viene e la felpa si indossa solo di sera. Il posto è stato approvato da ADAM crew quindi, un ritocco ai curriculum e siamo pronti: inizia la caccia al lavoro.

5000 km di magia

Una lingua di puro asfalto taglia a metà la grande isola, su di essa corre costante ed instancabile un van. E' ADAM che giorno dopo giorno divora kilometri sulla Stuart HWY direzione south. i viaggiatori al suo interno cercano in tutti i modi di ammazzare il tempo cercando di ricavarsi un piccolo spazio privato, all'interno dell'abitacolo, per poter leggere qualche pagina di un libro comprato al book shop, ascoltare la canzone preferita oppure concedersi un sano massaggio con tanto di olii rigeneranti. la strada è lunga e il tempo lento. il paesaggio circostante è pressocchè sempre lo stesso, sani e verdi arbusti lasciano spazio a distese di terra più arida e rossastra. Nelle roadhouse, situate ogni circa 250km è possibile rinfrescarsi un attimo e sgranchirsi un pò le ossa, scambiare quattro chiacchere con gli altri viaggiatori, cambiare il guidatore e via, sulla nera striscia asfaltata fino ad Alice Springs. Eh Alice Springs... Sinceramente non sapevamo bene cosa aspettarci da una città di 50000 abitanti costruita in mezzo al nulla più assoluto. Il primo impatto è stato infatti un pò forte. I numerosi aborigeni, purtroppo schiavi dell'alcool, tengono impegnati gli agenti di polizia e con il calare del sole la città non è molto invitante e non ispira sicurezza. Fortunatamente abbiamo avuto il piacere di ricrederci e le ore spese tra art gallery, bookshop e centri commerciali, il giorno successivo ci hanno regalato serenità e benessere contornati da buon cibo e gente cortese. Il sole tramonta all'orizzonte e come ogni giorno ci accampiamo in una delle area di sosta situt sulla via e seduti intorno fuoco, gustando una sana, bollente zuppa dell'ormai popolare Cheff Albert, ci raccontiamo esperienze di vita, ridendo e scherzando di bizzarri avvenimenti accaduti cercando di non pensare ai 4° o 5° che si posano silenzionsi sulle nostre spalle. Il mattino seguente all'alba i motori sono già in fase di riscaldamento, tanti km ci attendono prima di poter ammirare il Kings Canion perciò bisogna andare. Possiamo assolutamente dire che Kings è il termine più azzeccato per definire questo enorme anfiteatro roccioso di un colore misto rosso giallo che al tramonto si incendia e lascia a bocca aperta. La camminata che lo circonda è spettacolare. Per circa 6 km sembrava di essere su un altro pianeta percorrendo il sentiero in fila indiana, sul ciglio del canion a più di 40 metri di altezza provoca una certa emozione. Raggiunto il punto panoramico abbiamo ammirato il tramonto, in silenzio, avvolti dai magnifici colori del cielo e della terra circostante. Abbiamo poi raggiunto il van e in un ormai buio più totale abbiamo risanato gli sforzi della giornata con una sana cena e ci siamo persi nel mondo dei sogni. Il giorno seguente era per alcuni il grande giorno. L'incontro faccia a faccia con la grande roccia australiana. Verso l'ora di pranzo è apparsa, Ayers Rock ( in lingua originale Uluru) Tra curve e colline ha fatto capolino con la sua immensità. Eretta in mezzo a una distesa infinita e piatta di erba e piccoli arbusti, circondata dalla foschia del fresco mattino ci ha dato il benvenuto nella sua terra. Abbiamo parcheggiato in campeggio e abbiamo perlustrato il centro turistico attorno poi, un'ora prima del tramonto ci siamo messi al volante e siamo andati ad ammirare uno degli spettacoli più belli del mondo. Una strana energia circonda la zona, non tutti la percepiscono ma c'è. Immensa, imponente, elegante si lascia fotografare dai milioni di turisti che ogni giorno la visitano. Per gli aborigeni è un luogo sacro, una connessione con madre terra, un punto di preghiera e di riti spirituali. Abbiamo percorso la strada che la circonda e ci siamo posizionati nel sun set lookout. Ogni minuto i suoi colori cambiavano in diverse varietà di marrone ocra fino a rosso viola, uno spettacolo veramente indimenticabile. Quando le ultime soffici luci davano spazio alle prime stelle abbiamo raggiunto il campeggio, abbiamo gustato la tanto attesa doccia calda. Abbracciati dai dolci 4° abbaimo cenato tutti insieme e abbiamo festeggiato il compleanno di Antonia (Albert ha superato se stesso cucinando in tempo record due tegge di tiramisù, dolce tanto adorato da Antonia, nell'area cucina del campeggio, privo di attrezzatura, il tutto senza farsi vedere). La giornata si è conclusa divinamente con i festeggiamenti, spumante, risate e la scandalosa partita dell'Italia contro in New Zeland. Giuste 3 ore di sonno e via di nuovo in movimento. Non possiamo perderci l'alba sulla grande roccia madre e mentre il sole stanco si svegliava lento noi eravamo già sul posto, con il dito sul grilletto, pronti a sparare 5000 fotografie al grande cuore palpitate, la grande regina che siede al centro di questa affascinante isola. Abbiamo percorso i 10 km di sentiero che la circondano caricandoci di positiva energia e forti emozioni poi ci siamo diretti verso Katajuta, la "sorella". Altra grande roccia che offre altrettanti forti emozioni specialmente nell'ora del tramonto.
Abbiamo impiegato un'altra settimana per raggiungere il Queensland divorando ogni giorno kilometri su kilometri apprezzando la selvaggia sensazione che ti offre outback circondati da un nulla che ti regala tutta la serenità di cui hai bisogno.