sabato 17 settembre 2011

Sei mesi e ventiquattro giorni di New Zealand 1

South Island

-East Coast-
Tutto e' pronto, le macchine sono cariche, i serbatoi pieni e l'energia e la voglia di viaggio straripa. Si parte!! Ore 2 pm del 23 agosto i tre pirati piu' scalcinati della terra spiegano le vele e salpano alla vetta di Queenstown (south island) alla ricerca di un tesoro chiamato divertimento puro, relax e bella vita.

Abbiamo raggiunto Wellington in tarda serata e dopo una birra con il grande Andrew (aka Paul, aka un po' meno ma sempre bella bambina) siamo morti sul divano di casa sua. All'alba seguente eravamo gia' attivi e alle 8, con la scricchiolante e arruginita "Interislander" abbiamo lasciato l'isola del nord e iniziato le 3 ore e mezzo di attraversata di Cook Strait verso il grande sud.
Quando il cielo limpido, come un enorme cappello, calza perfetto sulla grande testa bianca di neve delle signore montagne che eleganti vestono un soffice manto erboso verde, maculato qua e la da palle di lana e stendendosi rilassate si lasciano accarezzare i piedi di sabbia scura da sorridenti e soffici onde di cristallo, credo sia proprio giunto il momento di fermarsi un attimo, accostare sul ciglio della strada e prima di memorizzare il tutto sulla mia digitale ritengo dovuto ringraziare. Ammirare lo spettacolo e con immenso rispetto ringraziare Madre Natura per i suoi doni e il Grande Spirito dei Viaggiatori per avermi spinto fin li, li dove la magia sembra pura realta'. Ogni curva uno scenario differente, una diversa emozione, una dedica. Il brother e la sister qualche centinaio di metri piu' avanti sfrecciano veloci sulla striscia di asfalto ma siamo sempre in contatto tramite walking talking e cantandoci canzoni, trovando nomi in codice assurdi e organizzando la settimana ce la viaggiamo in compagnia. Il viaggio prosegue sulla East Coast tra soffici gialle colline, su su fino a toccare il cielo con un dito sulle innevate vette per poi lasciarsi cadere giu' e rotolando su una strada che sembra portarti ovunque tu voglia, aprire i finestrini, riempire i polmoni di sano vento freddo e sentire che tutto il resto e' passato, che tutti i buii momenti sono solo piccoli pesci rossi in una boccia di vetro a mille chilometri di distanza, solo io e la mia macchina che voliamo, mano nella mano, sulle nuvole di questo paradiso terrestre. Raggiungiamo Lake Tekapo che il sole dormiva gia' da ore e con 560 km sulle spalle noi e i nostri cavalli d'acciaio necessitiamo di un rigenerante riposo. Sogni d'oro.
Io uomo non posso chiedere di meglio di una spettacolare alba dipinta sullo specchio del lago per iniziare la giornata, mi fa sentire vivo e pieno di forza. Alla guida. Una lunga scura lingua di asfalto tagliava a meta' la grande vallata di erba secca giallastra, circondata da maestose montagne sporcate di neve. Il sole timido lasciava qualche raggio tra le nuvole e scaldava l'anima. Tutto era perfetto. Mi sono sentito protetto, custodito in questo grande nido e ho provato la pura pace e la vera serenita'. Abbiamo raggiunto la meta dopo 300 km di magia. Davvero peasaggi che ti segnano ed e' stata dura vita per la mia macchina fotografica, il dito ha spinto forte e non le ha dato tanta tregua, tutto sembra gia' disegnato a perfezione, basta semplicemente trovare l'angolazione giusta e scattare imprimendo per sempre un panorama unico e spettacolare nella memoria.



South Island
East-Coast-

Everything is ready, the cars are loaded, full tanks and the energy and desire to travel overflows. 2 pm on August 23, the three most shabby pirates on earth opened the sails and left direction Queenstown (South Island) in search of a treasure called pure fun, relaxation and good living.
We reached Wellington in the late evening and after a beer with the great Andrew (aka Paul, aka a little be less but still bella bambina) we died on the couch of his home. At the next sun rise we were already active and at 8 o'clock, with the creaking and rusty "Interislander" we left the  north island and we started the 3 ½ hours to cross Cook Strait to the big South.
When the clear sky, like a huge hat, fits perfectly on the big white head of snow of the ladies montains who elegant dress a soft green grass, spotted here and there with balls of wool, lying down and relaxed caressed the feet of black sand from smiling and soft waves of crystal, I think it is the right time to stop for a moment, pull over on the side of the road and before to store it all on my digital I had to thank. Enjoy the show with immense respect and thank Mother Nature for her gifts and the Great Spirit for giving me the travelers pushed to here, here where the magic seems pure reality '. Each curve a different landscape, a different emotion, a dedication. The brother and sister a few hundred metres forward are running fast on the strip of asphalt, but we are always in contact by walking talking and singing songs, finding absurd code names and organizing the week we  are always together in company. The journey continues on the East Coast of soft yellow hills, right up to touch the sky with a finger on the snowed peaks and then let us fall down and rolling on a road that seems to take you anywhere you want, opening the windows, fill up your lungs with healthy cold wind and fell that all the rest  is past, that all the darks moments are just small goldfish in a fishbowl thousand miles away, just me and my baby, we fly, hand in hand, on the clouds of  this earthly paradise. We reach Lake Tekapo that the sun was already asleep since hours and with 560 km on the shoulders, ourselves and our horses of steel need a rejuvenating rest. Sweet dreams.Man can not ask better than a spectacular sunrise painted on the lake for start the day, makes me feel alive and full of energy. Driving. A long dark tongue of asphalt cutting in half  the great valley of dry yellow grass, surrounded by majestic mountains painted of  snow. The soft sun let a few rays through the clouds and warmed the soul. Everything was perfect. I felt protected, guarded in this big nest, and I felt this great peace, the pure and true serenity. We reached the destination after 300 km of magic. Landscape that mark you inside and it was a hard life for my camera, my finger has pushed hard and did not give it much rest, everything seems to be already designed to perfection, simply find the right angle and shot it impressing forever a unique and spectacular memory.