sabato 11 settembre 2010

Bali e il suo contorno dolce amaro...

Sbarco in marina e dopo tre giorni di pratiche burocratiche riesco ad ottenere il visa e a sistemare anche quello degli altri componenti di Andromede. Nel momento in cui ricevo il timbro sul passaporto, il taxi è già fuopri dalla porta con tavola e amici a bordo, pronti x la prima surfata indonesiana. Tutto è come lo ricordavo dall'anno precedente ma mentre lo rivivo mi rendo conto che riesce molto più spontaneo. Le difficoltà e i timori seppur minimi che ti passano x la testa la prima volta che visiti un luogo nuovo a volte ti limitano...ecco perchè amo tornare nei posti che conosco per godermeli più a fondo. Sin dal primo giorno dopo l'arrivo, gli equilibri che si erano instaurati surante la navigazione si stravolgono, io prendo il largo verso il mio surf...kuta e un inaspettato appuntamento diventato pressochè quotidiano con il Karaoke dello Sky Garden (chi mi conosce sa bene che l'ultimo posto dove si aspetterebbe di vedermi è un palco su cui si canta...eppure a Bali ormai mi chiamano "Alberto the italian singer" ah aha ah). Ritrovo subito amicizie come Sirena, Nancy, Romeo, con i quali si è condiviso le stesse esperienze in Australia...le nostre giornate sono scandite dalle onde e da lunghe cavalcate in motorino alla ricerca di posti nuovi. Le nostre serate sono invece un fumo denso di ristorantini deliziosi, massaggi balinesi succhi di frutta fresca e drink annacquati....
Quasi sempre con me c'è Massimo il "chioggiotto" con cui ho navigato che nonostante i suoi 50 anni ci da del filo da torcere in pista da ballo ed al karaoke...qualche volta anche Riccardo ed il capitano si associano ma il rapporto nn idilliaco tra di loro a volte ci fa sentire appesantiti e (brutto da dire) ma qualche volta io e Max facciamo finta di scordarceli a bordo e sgattaioliamo via destinazione divertimenti. Una settimana passa scandita da questi ritmi...non so se mi sento più un surfista o un alcolista ma mi sto divertendo e non ci penso troppo. Sto programmando di fare un viaggetto attraverso qualche bella isola dell'indonesia con una barca che ti sgancia giù in ogni spot x il surf con bbq a bordo e onde assicurate...bali è piena di opportunita per organizare tour a tema...ce n'è x tutti i gusti, dal diving allo sci nautico, isole circostanti, mete del surf, ecc...
Una mattina super eccitato dall'arrivo di una bella mareggiata e dalla giornata precedente che mi ha visto dentro il barrel x ben due volte i meno di due ore, mi alzo presto ed anche se un po stanco mi faccio portare con la barca dei pescatori di kuta, nel reef ad un paio di km in mezzo al mare. Purtroppo le cose nn sono andate stupendamente, ero stanco e nervoso, era pieno di gente ma ero da solo e dopo qualche onda mi sono ritrovato a lottare per la sopravvivenza. Il classico errore stupidissimo di valutazione ed una bambina di 4mt mi ha rotto dritta in testa strappandomi tavola e togliendomi ogni molecola di ossigeno avevo in corpo. Quando sei li e nn hai un riferimento che ti tira verso l'alto e ti indica la via, devi solo cercare di mantenere la calma e accompagnare l'onda fino a che nn risali piano piano. Io nn sono riuscito a stare calmo...sapevo bene ciò che stavo facendo e sapevo quanto ossigeno mi rimaneva ...e quello era il motivo principale che mi spingeva verso il panico. Sono riuscito a resistere x un paio di onde, poi il mio corpo a cominciato a divenire leggero e per la prima volta...in mezzo al mare...da solo...mi sono rivisto a raccontare ai miei amici del mio sogno ricorrente riguardo il momento in cui ci lascio le penne...è sempre in maniera differente..ma sempre in acqua. Con nessuno vicino a me e la tavola dispersa del reef, le gambe nn mi sostenevano più la vista mi si annebbiava man mano che passavano i secondi...un'altra onda ha rotto su di me spazzandomi via come una foglia marcia nn degna di stare in quel luogo....nn ho più sentito niente fino al momento in cui sono riemerso...stremato ma ancora cosciente...nn riuscivo più a reagire ed aspettavo solamente il colpo finale...un braccio attorno alle spalle mi ha trascinato via da quell'inferno...io vedevo solo quello che sembrava esser una macchina fotografica...x me vaneggiavo....invece l'unico che era riuscito a vedermi era un fotografo con barca d'appoggio...su cui sono stato trascinato...in fretta ci siamo allontanati dal reef...
I ragazzi che mi hanno aiutato sono stati fantastici e mi hanno addirittura accompagnato a riprendere la tavola e chiesto se volevo rimanere a prendere qualche onda con loro...io li ho guardati ed ancora tremante ho indicato la direzione della spiaggia...io ed il surf abbiamo bisogno di un break.